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Monumento al Beato D. Bosco nel Collegio Salesiano di Lanzo Torinese
[Fronte] Didascalia a stampa in basso: "Monumento al Beato D. Bosco nel Collegio Salesiano di LANZO TORINESE (Inaugurato il 25 Maggio 1930)". ; [Retro] ... [Datazione] Francobollo da 20 centesimi della serie Imperiale (Casanivs Caesar / Poste Italiane), timbro postale con data illeggibile/1936 (Torino), indirizzata a Scolaio Luigi / Sclaunicco (Udine). Testo manoscritto: "Congratularioni vivissime e fratemi auguri fervitissimi...". -
Monumento al Beato Don Bosco in Piazza Maria Ausiliatrice
[Fronte] "TORINO — Monumento al Beato Don Bosco in Piazza Maria Ausiliatrice." ; [Retro] ... -
Monumento al Beato Don Bosco in Piazza Maria Ausiliatrice
[Fronte] "TORINO — Monumento al Beato Don Bosco in Piazza Maria Ausiliatrice." ; [Retro] ... -
Monumento della Solidarietà - Belvedere Don Bosco Agrigento
[Fronte] "AGRIGENTO / Belvedere Don Bosco (Largo Bibbirria) / Monumento della Solidarietà / opera di Nino Contino / foto: Giuseppe Falzone". ; [Retro] ... -
Mornese - DB3-043
Mornese, centro agricolo dell'Alessandrino, di orìgine medioevale. Un paese come tanti, se nella sua storia non fosse entrata la personalità di Don Bosco e l'allegrìa dei suoi ragazzi, che ne fecero la méta di una memorabile scampagnata, nel 1864. La gente di Mornese — lo afferma Don Bosco stesso — aveva due sole passioni: il lavoro e la fede. -
Mornese - DB3-078
Lasciata Genova, dalla stazione ferroviaria di Serravalla Scrivia raggiunsero a piedi Mornese passando per Gavi. Li aveva invitati Don Pestarino, salesiano esterno, che intendeva presentare a Don Bosco il piccolo gruppo delle figlie dell'Immacolata. Don Bosco indirizzò loro calde e incoraggianti parole. Tra tutte la più affascinata fu Domenica Mazzarello, la futura confondatrice delle figlie di Maria Ausiliatrìce. Da quel giorno ella si mise totalmente nelle mani del santo. In una gita a Lerma il sacerdote genovese Giovanni Battista Lemoyne, conquistato dalla santità di Don Bosco, decise di lasciare tutto e di seguirlo. Otto giorni dopo lo raggiunse a Torino. Diventerà uno dei suoi migliori collaboratori e il suo più grande biografo. Dopo il 1864, queste straordinarie esperienze di vita comune e di stile educativo non furono più ripetute. Restano nella memoria della Congregazione Salesiana come una testimonianza deha santità di Don Bosco. -
Mural de cerámica del sueño misionero de D. Bosco
[Fronte] Risulta visibile l'iscrizione "Sueño de Barca". ; [Retro] ... . -
Natale 1830: Giovannino Bosco impara a fare il sarto da Giovanni Roberto
[Fronte] Nessuna. ; [Retro] ... -
Nizza, la prima opera in Francia (1875) - DB3-008
Nel 1875 i Salesiani fanno la prima puntata fuori d'Italia, a Nizza. Gli abitanti della città vogliono bene a Don Bosco, chiedono i Salesiani, ma hanno solo una casa vecchia e rattoppata per ospitarli. Don Bosco accetta lo stesso: Le opere di Dio, se sono necessarie, bisogna iniziarle senza timore. I mezzi materiali Dio li manderà. -
Oggetti raccolti sulla mensa dopo la morte di Don Bosco - DB2-057
Queste stoviglie, dono di benefattori, erano sul tavolino di Don Bosco durante la sua ultima malattia. -
Oratorio Don Bosco
[Fronte] "Sajousset 1988", "Oratorio DON BOSCO". ; [Retro] Retro quasi interamente bianco con minimi segni di usura.... -
Oratorio Salesiano - Torino: Chiesetta di S. Francesco di Sales
[Fronte] «ORATORIO SALESIANO - TORINO / Chiesetta di S. Francesco di Sales» ; [Retro] ... [Datazione] Timbro postale con dicitura celebrativa «FERROVIA TORINO / CENTENARIO / ... 1931» e timbro postale con data «... 1931 - IX» -
Oratorio Salesiano. Santuario di Maria Ausiliatrice lato prospiciente il cortile interno
[Fronte] "TORINO — Oratorio Salesiano. Santuario di Maria Ausiliatrice lato prospiciente il cortile interno..." e legenda numerata 1-5. ; [Retro] ... -
Padre Dehon a colloquio con Don Bosco
[Fronte] Testo esplicativo bilingue/didascalico: "Padre DEHON a colloquio con DON BOSCO...", riferimenti bibliografici ("L. Dehon Souvenirs - Rome, Desclée 1912", "MB XVI, 150"). ; [Retro] ... -
Padre Dehon a colloquio con Don Bosco
[Fronte] Autorizzazione dir. prov. PT di Bari del 1986. Riferimenti bibliografici dell'episodio citati sul fronte (MB XVI, 150 / L. Dehon Souvenirs, Rome 1912). ; [Retro] ... [Datazione] Viaggiata (spedizione in abbonamento postale) -
Pancrazio Soave invita Don Bosco a visitare la tettoia Pinardi (dipinto) - DB1-176
Ma arrivò anche lo sfratto dei fratelli Filippi, preoccupati per l'erba del loro prato (cf MB 2, 404). Il 5 aprile 1846, Domenica delle Palme, fu per Don Bosco un'agonia da Getsemani. Si appartò dai suoi amici, e quando si sentì solo ruppe in singhiozzo (cf MB 2, 422). Ma proprio nel momento di maggiore abbattimento un ometto di nome Pancrazio Soave gli balbettò un invito: Venga a vedere una casa per il suo laboratorio. Don Bosco lo seguì rincuorato. Trovò soltanto una povera tettoia, bassa, appoggiata sul lato Nord della casa Pinardi e con un muretto tutto attorno che la trasformava in una specie di baracca. Serviva come magazzino a un cappellaio e alle lavandaie. Don Bosco fu sul punto di rifiutare. Ma quando Pi-nardi capì che Don Bosco voleva farne una cappella, fece delle grosse promesse: scavare il terreno di 50 cm, fare il pavimento di legno, fornire la tettoria di porte e finestre, il tutto in una settimana. Don Bosco gli diede 320 lire di affitto. -
Panorama col paese di Lu - DB3-071
Ogni punto elevato dei colli monferrini, graziosi, feraci e salubri, è il centro d'un panorama dei più belli... Così appare Lu con la sua torre romanica. I ragazzi di Don Bosco raggiunsero questo paese il 14 ottobre 1861, nel pomeriggio. Saliti sulla torre salutarono la popolazione con un concerto bandistico. Lu darà alla Congregazione Salesiana numerose vocazioni, prima fra tutte Don Filippo Rinaldi, terzo successore di Don Bosco. -
Panorama del Monferrato visto dai Becchi - DB3-057
Parroci e nobili benefattori offrivano ai giovani ospitalità. Generalmente dormivano sui fienili o in stanzoni su uno strato di paglia. La prima mèta era sempre Castelnuo-vo, dove il teologo Cinzano preparava un'enorme polenta gialla con un succoso contorno di salsicce e generoso vino. -
Papa Leone XIII (Gioacchino Pecci, papa 1878 al 1903) - DB3-037
Successore di Pio IX, Leone XIII comprese subito l'importanza dell'opera di Don Bosco per la Chiesa. Volle essere iscritto tra i Cooperatori salesiani e affidò a Don Bosco il completamento della basilica del Sacro Cuore in Roma: un'impresa ai limiti dell'impossibile. In occasione della consacrazione della Basilica, Leone XIII espresse così la sua amicizia: Io vorrei essere tutto per i Salesiani... Dio stesso vi guida e sostiene la vostra Congregazione. Ditelo, scrivetelo, predicatelo. -
Papa Pio IX (Giovanni Mastai-Ferr etti, papa dal 1846 al 1878) - DB3-029
D cardinale Giovanni Mastai-Ferretti fu eletto papa nel giugno del 1846. È quel Pio IX, protagonista di una delle pagine più movimentate e controverse della storia italiana. Amicissimo di Don Bosco, ne incoraggiò l'opera, lo consigliò di fondare la Congregazione Salesiana e al suo parere ricorse in momenti delicatissimi, trovando nel prete di Torino un sostenitore deciso e un consigliere intelligente. A Pio IX, direttamente, si deve l'approvazione definitiva delle Regole della Congregazione Salesiana. -
Papa Pio XI (Achille Ratti, papa dal 1922-1939) - DB3-042
L'amicizia di Achille Ratti con Don Bosco risaliva al 1883, anno in cui egli era venuto a Torino per visitare l'opera salesiana. Cordialità e simpatia nacquero subito tra l'anziano educatore e il giovane prete. Fu proprio Achille Ratti, divenuto Papa Pio XI, a beatificare e a canonizzare Don Bosco. -
Papa san Pio X (Giuseppe Sarto, papa dal 1903 al 1914) - DB3-038
Il canonico Giuseppe Sarto, poi papa Pio X, conobbe l'opera di Don Bosco nel 1875, ed ebbe modo di sperimentare personalmente la grande povertà in cui si viveva all'Oratorio. Sarà il Papa che renderà ufficiale la pratica della comunione frequente, che Don Bosco aveva già da anni adottato con i suoi giovani. Per volontà di Giovanni XXIII, condividerà con Don Bosco una giornata di gloria, I'll maggio 1959: le urne contenenti i corpi dei due santi furono portate in trionfo assieme per le vie di Roma. -
Parte centrale del monumento al Beato Don Bosco in Piazza Maria Ausiliatrice
[Fronte] "TORINO — Parte centrale del monumento al Beato Don Bosco in Piazza Maria Ausiliatrice." ; [Retro] ... -
Particolare - DB3-178
L'affresco racconta i momenti salienti del sogno, nel quale Don Bosco si vede assegnare da due personaggi misteriosi il campo del suo futuro apostolato: i giovani. Il bambino non capisce e si sveglia piangendo, ma da quel sogno avrà inizio la sua splendida avventura di educatore e di sacerdote. -
Particolare - DB3-181
Una bravura eccezionale ma anche una intuizione eccezionale per un ragazzo: trasformare questa sua passione in un mezzo di apostolato. Era bravo come uomo di spettacolo ed era severo come organizzatore: chi bestemmiava, faceva cattivi discorsi, o non prendeva parte alle pratiche religiose non era ammesso ai divertimenti. -
Particolare del "San Giovanni Bosco" di Marianna Scola Fornarina
[Fronte] ; [Retro] ... [Datazione] Firma autografa o fac-simile e data "1953". -
Particolare della camera - DB2-044
Una scaletta di legno aiutava le sue gambe gonfie a salire e scendere dal letto. Un campanello il cui filo scorreva sopra il letto, serviva da richiamo in caso di necessità. -
Particolare della Pala inaugurata a Belluno il 10/5/1934
[Fronte] Nessuna. ; [Retro] ... -
Pianta degli edifici dell'Oratorio negli anni 1860 - DB2-112
Le cinque planimetrie raffigurano com'era l'Oratorio vent'anni dopo l'arrivo di Don Bosco a Valdocco, prima che sorgesse il Santuario di Maria Ausiliatrice: al piano sotterraneo le cucine e i refettori; a pian terreno la chiesa di San Francesco di Sales e cinque laboratori; al primo piano le camerate e gli uffici; al secondo piano gli archivi e altri uffici. -
Pianta di Chieri con i luoghi frequentati da Giovanni Bosco - DB1-105
Giovanni si trattenne a Chieri ben 10 anni, e durante quel perìodo cambiò abitazione diverse volte. In questa mappa del 1855 vediamo segnati in rosso i posti dove abitò e che frequentò in quel periodo. I numeri e le didascalie al lato destro inferiore ne rendono facile la localizzazione. 1. Scuole pubbliche frequentate da Giovanni negli anni 1831-1835. 2. Casa Marchisio - pensione Matta (1831-33). 3. La stalla del signor Cavallo. 4. Caffè Pianta (1833-1834). 5. Casa del sarto Cumino (1834-1835). 6. Chiesa di Sant'Antonio, officiata dai Gesuiti. 7. Convento francescano La Pace. 8. Duomo di Chieri. 9. Casa Bertinetti dove Giovanni sostenne l'esame per la vestizione chiericale. 10. Chiesa di San Filippo e seminario. 11. Albergo del Muletto. 12. Casa del cav. Concila. 13. Casa della bilocazione 14. Il Tepice. -
Piazza d'Armi (ora Cavour) con l'insegna del Muletto - DB1-119
Piazza d'Armi, ora Cavour, era la più importante della città e vi si svolgevano gli avvenimenti più significativi: il mercato, le fiere, le esibizioni dei saltimbanchi e dei ciarlatani. Questo dipinto del Gonin (1859), che rappresenta l'arrivo delle truppe francesi, si trova nel Comune di Chieri. Esso riproduce la scenografia architettonica della piazza come la vide Giovanni Bosco. Sul lato sinistro del quadro si vede l'insegna dell'albergo del Muletto, ora Caffé Nazionale. In questo albergo, nel 1835, ebbe luogo il pranzo di Giovanni con 22 compagni, pagato dal vinto saltimbanco. Quel fatto rimase memorabile (cf MB 1, 315). -
Piazza di S. Guglielmo, oggi piazza Mazzini - DB1-123
Sulla piazza San Guglielmo, ora piazza Mazzini, si affacciano alcuni edifici ricchi di memorie: • Casa Marchisio, ove lo studente Giovanni Bosco fu a pensione negli anni scolastici 1831-1833 presso Lucia Pianta vedova Matta. • Via San Giorgio. Al n. 2 c'era il laboratorio del falegname Bernardo Barzocchino, presso cui Giovanni dopo le lezioni si recava a dare una mano. • D vecchio palazzo civico, dove Giovanni prese parte alle accademie in onore del sindaco e della cittadinanza. • La casa che fu abitata dal can. Giuseppe Maloria, per dieci anni direttore spirituale di Giovanni Bosco. Qui abita ancora (1984) una pronipote di Luigi Bolmida. -
Piazza Vittorio: Don Bosco ritorna - DB3-086
L'imponenza della manifestazione si può cogliere in questo passaggio del corteo in piazza Vittorio, una delle piazze più grandi dell'Europa di allora. Il gruppo molto folto delle autorità religiose e civili quasi scompare in mezzo alla marea di folla; ed è ancora folla, quando l'urna raggiunge la piazza della basilica, attesa dall'aristocrazia cittadina e dai rappresentanti del governo. -
Piccolo scrigno e chiave del tempo di Don Calosso - DB1-062
Un improvviso attacco cardiaco aveva lasciato Don Calosso privo di parola e semiparalizzato. Accorso al capezzale del morente, Giovanni ricevette da lui la chiave di uno scrigno in cui custodiva gelosamente i suoi risparmi. Quei soldi gli sarebbero serviti per continuare gli studi. Tale era stata la promessa e l'ultimo desiderio di Don Calosso. Ma di fronte alle richieste dei parenti del defunto, Giovanni vi rinunciò con dignità, confidando solo nella Provvidenza (cf MB 1, 216-218). -
Pio IX accoglie Don Bosco
[Fronte] Didascalia descrittiva incollata nella parte superiore. ; [Retro] ... -
Pio XI e lo stendardo alla loggia dì San Pietro - DB3-089
La gloria del nuovo santo è una sintesi della sua missione e della sua opera: portare tutti ai piedi del Cristo risorto. Una giornata eccezionale, che anche la stampa vaticana sottolinea, perché mai si era assistito ad una canonizzazione in un contesto così significativo e in un ambiente di gioia così straordinario. -
Porta d'ingresso alla sacrestia della chiesa di San Filippo - DB1-137
Attraverso questa sacrestia, ogni mattina giovanili Bosco e i suoi compagni più fervorosi passavano dal seminario alla chiesa di San Filippo per fare la comunione. Questo gesto di pietà eucaristica costava la rinuncia alla colazione. In questo modo ho potuto frequentare assai più la comunione, che posso chiamare il più efficace alimento della mia vocazione (cf MB 1, 378). -
Porta Palazzo: una delle piazze dove si radunavano i ragazzi dell 'Oratorio - DB1-167
Porta Palazzo era ed è tuttora una piazza tipica di Torino, dove venditori e compratori si incontrano per ogni genere di commercio. Anche Don Bosco la frequentava, e sovente riceveva doni per i suoi birichini, che anche là si radunavano. Colui che prepara il nido agli uccelli non ci dimenticherà , aveva detto ai giovani nel lasciare la chiesa dei Molassi. I trecento amici gli si stringevano intorno con fiducia. Ma la realtà era ben dura. Ai giovani non restavano ormai che alcune piazze di Torino come luoghi di convegno e i prati oltre la Dora per giocare (cf MB 2, 338-341). -
Porta secondaria, che ricorda la moltiplicazione dei pani - DB2-023
Vicino a questa porta laterale, da cui uscivano i ragazzi dopo un ritiro spirituale, il 22 ottobre 1860 Don Bosco operò un prodigio. Francesco Dalmazzo, che fu testimone, affermò sotto giuramento: Quando arrivò Don Bosco a distribuire il pane, guardai nel cesto e vidi che conteneva una ventina di pagnotte... -
Portamonete di Don Bosco e otto soldi del suo tempo - DB2-055
I soldi furono sempre il tormento di Don Bosco. Non ne ebbe mai abbastanza per il pane e gli abiti dei suoi giovani, per la costruzione delle sue case e per le macchine dei suoi laboratori. La Provvidenza arrivò in suo aiuto, ma quasi sempre con quel quarto d'ora di ritardo che lo faceva tanto penare. -
Portico e stalla della canonica di Don Dassano - DB1-090
Mentre frequentava le scuole di Chieri, nelle vacanze del 1832 il parroco di Castelnuovo Don Dassano lo vide custodire due vacche al pascolo col libro di un autore classico in mano. Conoscendo che Giovanni desiderava avere ripetizioni, si offrì di fargli delle lezioni sui classici latini. Giovanni lo ripagò facendogli un po' da stalliere e accudendo il suo cavallo. In questo modo ebbe anche l'occasione di diventare un buon cavallerizzo (cf MB 1, 273). -
Portrait de Saint François de Sales
[Fronte] "Portrait de Saint François de Sales / Chapelle de la Galerie / Imprimerie PIERRON / Photo Georges BRUN 73100 AIX LES BAINS / Reproduction Interdite 87/922". ; [Retro] ... -
Portrait de Saint Jean Bosco (D'après Jounel)
[Fronte] Nessuna iscrizione sul fronte grafico. ; [Retro] ... (con note manoscritte) -
Pozzo nel cortile di casa Occhienti - DB1-008
L'acqua per il fabbisogno quotidiano e per abbeverare le bestie veniva attinta da questo pozzo, che si trova nel cortile della casa. Da notare il caratteristico arganetto sostenuto da un tronco d'albero e azionato a mano, con una manovella di ferro. La robusta corda, collegata ad una catena, sosteneva il secchio usato per attingere l'acqua. -
Premio "Gianni Ghidini Bosco"
[Fronte] Targa "Premio Gianni Ghidini Bosco 1 Ed. 2004". ; [Retro] ... -
Prima foto della chiesa di M. Ausiliatrice con scorcio di S. Francesco - DB2-061
Nell'ottobre 1844 Don Bosco ebbe un sogno: Una pastorella mi invitò a guardare a mezzodì. Vidi un campo... Guarda di nuovo, mi disse, e guardai di nuovo. Allora vidi una stupenda ed alta chiesa. Nell'interno era una fascia bianca in cui a caratteri cubitali era scritto: Qui è la mia casa, di qui uscirà la mia gloria. Era il primo impulso a costruire il Santuario di Maria Ausiliatrice. -
Primer centenario de los salesianos en España - León
[Fronte] `1881`, `1981`, `PRIMER CENTENARIO DE LOS SALESIANOS EN ESPAÑA`, `LEON`, `DON BOSCO`, `José Mª Castilviejo`. ; [Retro] ... . -
Primo piano del volto di Don Bosco (dal gruppo di Barcellona, 1886) - DB3-130
Fissiamo ancora lo sguardo su questa ultima foto della serie dei ritratti per imprimerci negli occhi e nel cuore il volto sereno e amabile di Don Bosco. -
Priomo colloquio di Domencio Savio con Don Bosco (C. Morgari)
[Fronte] "DA MIHI ANIMAS / CETERA TOLLE" (sul cartiglio a parete) ; [Retro] Quadro venerato nella Chiesa Archimandritale / del SS. Salvatore Messina". Indicazioni: "Z. L.D.C. Messina", "Vera fotografia Omniafoto Torino - Rip. vietata". -
Profilo di Don Bosco morto (Carlo Deasti, 1888) - DB3-129
La morte ha solo segnato di pallore il volto di Don Bosco, per il resto i lineamenti sono rimasti intatti. I visitatori sono sfilati a migliaia, ma quelli che non sapevano darsi pace erano i suoi ragazzi, a cui Don Bosco aveva riservato l'ultimo pensiero: Dite che li aspetto tutti, tutti in Paradiso. -
Pulpito e altare della Madonna ai tempi di Don Bosco - DB2-018
L'8 dicembre 1854 il Papa proclamò il dogma dell'Immacolata Concezione. In quelle stesse ore, Domenico Savio s'inginocchiò davanti a questo altare e si consacrò alla Madonna con questa brevissima preghiera: Maria, vi dono il mio cuore, fate che sia sempre vostro. Gesù e Maria, siate voi sempre gli amici miei, ma per pietà fatemi morire piuttosto che mi accada la disgrazia di commettere anche un solo peccato. -
Quaderni dì Giovanni studente a Chieri - DB1-120
Un caratteristico ricordo di Giovanni Bosco si conserva nell'archivio salesiano centrale, a Roma. Si tratta di tre quadernetti che risalgono al tempo in cui frequentava il ginnasio a Chieri (1834-1835). Uno contiene una versione latina. Un altro porta sul frontespizio il nome di Giovanni Bosco, scritto in latino. Il terzo, alcune operazioni di aritmetica e alcuni pupazzetti in abito militare che suonano la tromba, tratteggiati in un momento di svago. -
Quadro - Cappella Don Bosco, Istituto Salesiano - Trino
[Fronte] Firma dell'autore in basso a destra ("P. G. Crida"). ; [Retro] ... -
Quadro ad olio conservato nella camera della Principessa Massimo
[Fronte] Assenti ; [Retro] ... -
Quadro del Beato Bosco che si venera nella Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Evangelista in Caselle Torinese
[Fronte] Impresso nell'angolo in basso a destra: «FOTONAZIONALE / VIA GARIBALDI 28 / TORINO». ; [Retro] ... -
Quadro del martirio di Solutore, Avventore e Ottavio - DB2-088
A destra dell'altare, il pittore ha rappresentato la scena del martirio dei soldati Avventore e Ottavio, uccisi nel 300 d.C. sotto l'imperatore Massimiliano. Solutore, ferito, riuscì a fuggire fino a Ivrea, dove fu lui pure ucciso. I loro resti sono conservati a Torino nella chiesa dei Santi Martiri, in via Garibaldi. -
Quadro del Prof. Paolo Crida per Buttigliera d'Asti - 1932
[Fronte] Numero progressivo in basso a destra: «B.5516». ; [Retro] ... -
Quadro dell'altare di S. Giovanni Bosco nel Tempio Votivo della S. Famiglia in Ancona
[Fronte] Indicazione dell'autore in basso a destra: "(Dipinto del Prof. C. Morgari)". ; [Retro] ... -
Quadro di Maria Ausiliatrice - DB2-077
Don Bosco cercò di comunicare al pittore ciò che voleva vedere nel quadro con queste parole: In alto Maria SS. tra gli Angeli, intorno a Lei gli apostoli, i profeti, le vergini, i confessori. Nella parte inferiore i popoli delle varie parti del mondo che tendono le mani verso di Lei e chiedono aiuto. Don Bosco vedeva così l'Ausiliatrice: cuore della Chiesa e aiuto della Cristianità universale. -
Quadro di Maria Ausiliatrice che si venera nel suo Santuario
[Fronte] "TORINO — Quadro di Maria Ausiliatrice che si venera nel suo Santuario." ; [Retro] ...



























































