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Le Bienheureux Jean Bosco / Tableau de la Béatification - Tournai
[Fronte] "PRENDS-TA HOULETTE & CONDUIS-LES" (in alto entro un drappo); "Le Bienheureux JEAN BOSCO / 16 août 1815 - 31 janvier 1888 / Tableau de la Béatification - Tournal." (in basso). ; [Retro] ... [Datazione] Mittente: non chiaramente specificato; Destinatario: Abbe R. Dubois (o indirizzi in Belgio / Alquines); timbro postale datato 12.8.32; messaggi manoscritti in lingua francese di auguri devozionali ("Joyeux jour du Sacré-Cœur..."). -
Le colline di Morialdo - DB1-069
La bellezza e tranquillità del posto, la relativa vicinanza di questa cascina a Castelnuovo (circa 2 km), e soprattutto l'armonia familiare furono certamente un grandissimo aiuto per Giovanni. -
Le colline tra Castelnuovo e i Becchi sotto la neve - DB1-066
Nell'inverno del 1830 incominciò a frequentare le scuole di Castelnuovo. Così appariva d'inverno il tratto di campagna che Giovanni doveva percorrere quattro volte al giorno. Per le difficoltà di questo cammino, mamma Margherita decise di cercargli un alloggio a Castelnuovo. Lo trovò presso un sarto, Giovanni Roberto (cf MB 1, 219s). -
Le compagnie religiose - DB2-162
Don Bosco suscitò sempre tra i suoi giovani il gusto di fare il bene insieme. Il 12 aprile 1847 nacque la prima associazione dell'Oratorio, la Compagnia di San Luigi. Negli anni 18551856 sorsero altre tre associazioni: la Compagnia dell'Immacolata, quella del SS. Sacramento e quella di San Giuseppe. La Compagnia dell'Immacolata fu fondata da san Domenico Savio per unire insieme i giovani migliori e trasformarli in piccoli apostoli. (La nascita di questa Compagnia è raffigurata nel dipinto del Caffaro Rore). -
Le Letture Cattoliche - DB2-179
Nel 1848, Carlo Alberto concesse parità di diritti civili ai protestanti e agli ebrei. Subito dopo i Valdesi lanciarono una campagna di proselitismo, con tre giornali e molti libri a prezzi popolari. Rispondendo ad un appello dei Vescovi, Don Bosco fondò allora le Letture Cattoliche: libretti mensili di stile semplice, di contenuto religioso, a prezzi popolarissimi. Il successo fu straordinario. -
Le nocciole, a ricordo delle moltiplicazioni - DB2-054
Queste nocciole sono conservate in una bacheca di vetro. L'episodio della loro moltiplicazione è ricordato da più di dieci testimoni. Un sacchetto di nocciole gli era stato donato nel dicembre 1885. Ne regalò a piene mani a un gruppo di ragazzi. Quando si credeva che non ce ne fossero più, ne distribuì ancora abbondantemente a 64 alunni del ginnasio e a 40 cantori. -
Le scuole del paese - DB1-067
In questo luogo sorgeva la scuola frequentata da Giuseppe Cafasso e da Giovanni Bosco. Poi fu demolita e sostituita da quella che vediamo ora. E primo professore di Giovannino fu Don Virano, un ottimo insegnante. Ma presto fu nominato parroco e venne sostituito da Don Moglia. Un brav'uomo, ma incapace di tenere la disciplina e convinto che dalle borgate, e specialmente dai Becchi, non potesse venire niente di buono. Questo pregiudizio, ripetutamente manifestato, fece soffrire non poco Giovannino; gli stessi compagni lo prendevano in giro, anche per i suoi abiti goffi e rattoppati (cf MB 1, 229-232). -
Le scuole pubbliche di Chierì frequentate nel 1831/35 - DB1-107
Le scuole pubbliche di Giovanni erano un distaccamento dell'università di Torino. Quando nel 1831 vi si iscrisse, esse erano situate in un insieme di costruzioni quasi sulla centralissima via Maestra, oggi via Vittorio, numero 45 interno. I locali della scuola non erano in un unico palazzo, e quelli che vediamo nella foto erano nel cortile civile. Due aule a pian terreno e due al primo piano erano adibite alla classe sesta (ultima delle elementari) e alla quinta, quarta e grammatica di latinità. Oggi la chiameremmo ginnasio inferiore. Giovanni, benché sedicenne, venne assegnato all'ultima elementare. Durante il primo anno fu oggetto di derisione per la sua età e di meraviglia per il suo ingegno. A gennaio del 1832 passa in prima ginnasio; a marzo in seconda; alla fine dell'anno è promosso in terza. (Episodio del Cornelio Nepote con il prof Cima MB 1, 251-253) -
Le sue Memorie - DB2-059
A 58 anni, per ordine del Papa, Don Bosco scrisse la storia dei suoi primi decenni. Riempì tre grossi quaderni, 180 pagine, e li intitolò Memorie per l'Oratorio e per la Congregazione Salesiana. Con le date fece un po' di pasticcio, ma episodi, ricordi, particolari hanno una freschezza vivissima. -
Le suore missionarie FMA - DB3-023
Accanto ai Salesiani, per le missioni partirono anche le Figlie di Maria Ausiliatrice, nella spedizione del 1877. Nel 1880 erano già nelle postazioni avanzate, a prendersi cura delle poverissime famiglie indios. Annunciando la loro partenza, un giornale di Buenos Aires scrisse: Sarà la prima volta da che il mondo esiste, che si vedranno suore in quelle remote terre australi. -
Le vocazioni: Seminario di Giaveno - DB2-166
Don Bosco diceva che venti ragazzi su cento hanno la vocazione religiosa. Farla germogliare o fallire dipende dall'atmosfera in cui vivono. Da parte sua, all'Oratorio creò un'atmosfera intensa di religiosità sacramentale, mariana e papale. I frutti li vedevano tutti. Gli anticlericali definirono Valdocco la fabbrica dei preti. L'Arcivescovo gli affidò il seminario di Giaveno (nella foto) per far rifiorire le vocazioni. -
Les Vitraux: Don Bosco et la Dévotion à Marie Auxiliatrice, Mort et Canonisation de Don Bosco 1929-1934 - Nice
[Fronte] Diciture alla base delle vetrate: `DON BOSCO...` e `DON BOSCO MOURT EN 1888...`. ; [Retro] ... . -
Les Vitraux: Don Bosco pâtre aux Becchi - Sanctuaire de N.-D. Auxiliatrice, Nice (A.-M.)
[Fronte] Iscrizione alla base della vetrata: `DON BOSCO PATRE AUX BECCHI`. ; [Retro] ... . -
Les Vitraux: Fondation des Ateliers Professionnels, Les Fondations de la Congrégation Salésienne - Sanctuaire de N.-D. Auxiliatrice, Nice
[Fronte] Scritte illeggibili o parziali alla base dei pannelli in vetrata. ; [Retro] ... . -
Les Vitraux: Rencontre de Barthélémy Garelli, Le fameux chien Le Gris, L'Apostolat aux Prisons - Sanctuaire de N.-D. Auxiliatrice, Nice (A.-M.)
[Fronte] Iscrizioni didascaliche inferiori frammentarie nelle vetrate. ; [Retro] ... . -
Lettera di Don Bosco al nipote Francesco - DB3-166
I rapporti di Don Bosco con i suoi parenti furono caratterizzati da affetto e simpatia, ma egli non accettò mai che le vicende familiari lo distraessero dal suo lavoro. Nella sua voluminosa corrispondenza, le lettere indirizzate ai parenti sono molto rare: questa invita il nipote Francesco a venirgli a fare visita a Torino per comunicazioni urgenti. -
Lettere di Don Bosco ai benefattori - DB2-148
Negli ultimi anni per le sue mani passarono somme ingentissime, colossali. Don Bosco ricambiò questa generosità con una profonda riconoscenza. Migliaia di lettere, che gli rubarono il sonno e la salute, furono da lui scrìtte a tutti i suoi benefattori, al contadino, all'operaio che gli offriva 10 centesimi, al banchiere che gli spediva migliaia di lire. -
Lettere di Don Bosco ai suoi ragazzi - DB2-134
Anche da lontano, Don Bosco viveva con il pensiero accanto ai suoi ragazzi. Scrìveva loro lettere affettuosissime. Il 16 agosto 1863, dal Santuario di Oropa, descrive le meraviglie del Santuario e dei monti che lo circondano, ma aggiunge subito: Ma il mio cuore prova un vero rincrescimento: non vedo i miei cari giovani. -
Letto in cui morì Don Bosco - DB2-047
In questo letto disse le ultime parole ai suoi Salesiani. Prese per mano Don Rua e mons. Cagliero e disse adagio: Vogliatevi bene come fratelli. Amatevi, aiutatevi e sopportatevi... Promettetemi di amarvi come fratelli. Diede anche l'ultimo saluto ai suoi giovani: Dite ai miei ragazzi che li aspetto tutti in Paradiso. Morì all'alba del 31 gennaio 1888. -
Lo scalone - DB1-135
Grandi saloni, muri severi quelli del seminario: tutto portava alla riflessione sul significato della scelta fatta e sulla necessità di prepararsi con piena consapevolezza alla missione futura. Tale severità il chierico Bosco riusciva sapientemente a mitigare con uno spirito di profonda giovialità, che sapeva comunicare ai suoi compagni, e che domani sarà il segreto della sua prodigiosa attività. -
Lo sguardo di Don Bosco - DB2-164
Ciò che in Don Bosco colpiva prima di ogni altra cosa era il suo sguardo. Dolce ma penetrante — lo definisce un testimone. — Giungeva fino al cuore. Un suo sguardo sorridente valeva un domanda, una risposta, un invito, un discorso intero. -
Lo stanzino dove dormiva Giovanni - DB1-113
In questo corridoio, sotto la rampa della scala che saliva al piano superiore era stato ricavato questo angusto vano, tuttora visitabile, dove Giovanni si ritirava a tarda notte a studiare e a dormire. Il vano era talmente piccolo che, quando egli si distendeva, i suoi piedi non soltanto sporgevano dal pagliericcio, bensì dalla stessa profondità del vano (MB 9, 289). Lo stanzino misura cm 160 di larghezza, cm 162 di profondità e l'altezza oscilla tra i cm 175 e i cm 105. -
Lo studio di Don Bosco a Valdocco
[Fronte] Piccolo cartello leggibile sulla finestra: "21h. ANTMAS / CATTIVA MALE" (o simile iscrizione d'archivio/interna). ; [Retro] ... -
Lo sviluppo di Valdocco, vivente Don Bosco - DB2-151
Le cinque planimetrie presentano le successive espansioni dell'Oratorio durante la vita di Don Bosco. Le ha pubblicate Don Fedele Giraudi, economo generale dei Salesiani, nel volume l'Oratorio di Don Bosco, accurata e reverente documentazione della prima Opera Salesiana. -
Luogo dove la Madonna posò il piede - DB2-086
Don Bosco narrò: In sogno una Signora mi disse: In questo luogo, dove i gloriosi martiri di Torino Avventore e Ottavio soffrirono il loro martirio, io voglio che Dio sia onorato in maniera specialissima. Così dicendo avanzava un piede posandolo sul luogo del martirio. Me lo indicò con precisione. Don Bosco ricordava quel punto, e lo additò durante gli scavi. Ora quel punto è segnato sul pavimento da una croce dorata. -
Mamma Margherita
[Fronte] "MAMMA MARGHERITA" ; [Retro] ... [Datazione] Viaggiata (presenza di timbro postale e messaggi manoscritti) -
Mamma Margherita - DB2-005
Don Bosco andò in convalescenza ai Becchi. Tornò il 3 novembre non più solo, ma accompagnato da mamma Margherita. A 58 anni questa anziana contadina divenne la mamma dell'Oratorio. -
Mamma Margherita (1788-1856)
[Fronte] "Vocazione salesiana: vocazione alla santità. / 3. Madre e prima Cooperatrice di Don Bosco, / MAMMA MARGHERITA (1788-1856). / Lo spirito salesiano è sgorgato dal suo cuore. / Colle Don Bosco (Asti) / Ed. Cooperatori Salesiani". ; [Retro] Testo didascalico della collana stampato sul retro.... . -
Manoscritto delle Regole e prima stampa - DB2-139
Le Regole, che Don Bosco diede ai suoi Salesiani, furono ispirate da queste parole di Pio IX: Siano miti e di facile osservanza. La foggia del vestire, le pratiche di pietà non vi facciano distinguere in mezzo al mondo. Ogni membro della Società sia un religioso in faccia alla Chiesa e un libero cittadino nella civile società. (Nella diapositiva una pagina manoscritta delle Regole e la stampa del 1860). -
Mappa dell'Oratorio dal 1847 al 1851 - DB2-007
Dal 1846 al 1851 l'opera di Don Bosco si estese. Alla tettoia Pinardi (A) si aggiunse la casa Pinardi (B) dove Don Bosco nel 1851 ospitava ormai una trentina di giovani interni. Essi, con i ragazzi dell'Oratorio, giocavano in cortili sempre più vasti (C, D, F). Mamma Margherita aveva trasformato in orto un vasto tratto di prato: vi piantava lattughe e pomodori per arricchire la poverissima mensa dei ragazzi (E). -
Maravillosa evocación de la múltiple obra de Don Bosco en las Misiones Salesianas de la Patagonia
[Fronte] Firma dell'artista "C. Therm 1932". ; [Retro] ... [Datazione] Vasta composizione allegorica e storica che rappresenta l'opera missionaria salesiana in Patagonia; al centro San Giovanni Bosco con abito talare benedice, attorniato da chierici, suore, ragazzi e indigeni patagoni genuflessi. In primo piano compaiono Monsignor Cagliero e il giovane Beato Ceferino Namuncurá. In alto, la Madonna Ausiliaria circondata da angeli e una chiesa sullo sfondo. -
Marchesa Giulia Barolo (1785-1864) - DB3-027
La marchesa Giulia Francesca di Colbert, sposa del marchese Carlo Tancredi Fallet-ti di Barolo, sindaco di Torino nel 1825, era una donna molto conosciuta e rispettata nell'aristocrazia torinese. Rimasta vedova, la marchesa si impegnò in molte opere di asistenza sociale, in prevalenza destinate a donne e ragazze in difficoltà. Accolse Don Bosco come cappellano pensando di poterlo avere in seguito come direttore spirituale del suo Ospedaletto. Ma i progetti di Don Bosco non coincidevano con i suoi. Non si giunse alla rottura, ma il rapporto della Marchesa con Don Bosco progressivamente si raffreddò. -
Maria Ausiliatrice - S. Giovanni Bosco pregate per me / Particolare della pala dell'Altare dell'Istituto Salesiano "A. T. Maroni", Varese
[Fronte] "Maria Ausiliatrice - S. Giovanni Bosco pregate per me." / "Particolare della pala dell'Altare dell'Istituto Salesiano 'A. T. Maroni', Varese" / "Foto Morbelli" / "Pittore C. Cocquio". ; [Retro] ... [Datazione] 5 marzo 1951 ("5/3/51") -
Marsiglia (1878) - DB3-009
A Marsiglia le strade sono piene di ragazzi abbandonati. Don Bosco, nel 1878, vi manda dodici Salesiani. La casa è poverissima. I primi otto ragazzi sono sistemati nel granaio. Ma è un'opera benedetta da Dio, e alcuni anni dopo i ragazzi ospitati sono duecento. -
Mietere il grano - DB1-038
Ma il lavoro che richiedeva maggior fatica era la mietitura del frumento e dei cereali sotto il cocente sole estivo. Con la schiena curva, la falce in mano e il corpo bagnato di sudore, i contadini falciavano il grano a grosse manciate e lo componevano in fasci, detti covoni. I violenti acquazzoni e ancor più le grandinate erano i pericoli peggiori di questa stagione. La violenza delle intemperie, infatti, rischiava di vanificare il lavoro di un intero anno rovinando, interamente o in parte, il raccolto, con conseguenti, terribili carestie, ricordate più volte negli annali dell'agricoltura astigiana, ma anche nelle Memorie Biografiche di Don Bosco. -
Mirabello Monferato - DB3-070
Partiti da Casale toccarono San Germano, dove un'allegra bicchierata si trasformò in disastro per la rottura di una damigiana; poi attraversarono Occimiano, patria di quel grande missionario che fu Don Evasio Rabagliati, apostolo dei lebbrosi della Colombia. A Mirabello erano ad attenderli le autorità e la popolazione al gran completo. La famiglia Provera diede ospitalità ai 100 ragazzi per tre giorni. Trascorsero la festa della Maternità di Maria in un clima di grande entusiasmo. In questa occasione furono avviate con i Provera le trattative per la fondazione del primo collegio salesiano. -
Missione di Don Bosco tra i giovani - DB3-194
La missione salesiana — raccontata negli affreschi del prof. Luigi Zonta, salesiano laico — assume il giovane come protagonista della sua crescita e della sua salvezza e punta ad una scelta chiara e consapevole della fede. Per questo l'Eucaristia e la devozione mariana ne sono i capisaldi irrinunciabili. -
Missioni Salesiane Shiu Chow - Cina: I due Missionari Salesiani nel 1911
[Fronte] "MISSIONI SALESIANE SHIU CHOW - CINA / I due Missionari Salesiani nel 1911 / Colla vostra carità abbiamo stabilito le Missioni sino / egli ultimi confini della terra. Sac. Giovanni Bosco. / Si vendono a beneficio delle Missioni Salesiane / Direzione: Via Cottolengo, 32 Torino / a L. 1.50 la dozeina" ; [Retro] ... -
Mondonio - DB3-064
Il piccolo cimitero di Mondonio, che conservava le spoglie di Domenico Savio era uno dei luoghi più cari. Accolti da papà Carlo Savio e da mamma Brigida, i ragazzi dell'Oratorio venivano qui ogni anno in pellegrinaggio, per pregare sulla tomba del loro caro amico. -
Mons. Alessandro Riccardi (vescovo di Torino dal 1867 al 1870) - DB3-035
Monsignor Riccardi dei Conti di Netro, successore di monsignor Fransoni, aveva fatto dei progetti su Don Bosco, che considerava un amico, e pensava di affidargli i seminari di Giaveno e di Bra, nel programma di ristrutturazione della diocesi. Ma Don Bosco aveva già fondato la sua Congregazione religiosa e non potè soddisfare il desiderio del suo vescovo, che non mancò, in seguito, di fargli pesare la cosa. -
Mons. Domenico Comin S.D.B.
[Fronte] Serie 10 Storica / Mons. Domenico Comin / S.D.B. Roma / Centenario Missioni Salesiane / riproduzione vietata. ; [Retro] ... -
Mons. Giacomo Costamagna - DB3-022
Don Costamagna, seguendo un reparto dell'esercito argentino, fu il primo salesiano a raggiungere la favolosa terra degli indios, la Patagonia. Era il 24 maggio 1879. Scrìsse: Alle 16,34, nel momento in cui il sole tramontava dietro la Cordigliera, mettevo piede sulle sponde della Patagonia. E intonai dal fondo del cuore un inno di grazie alla nostra cara madre l'Ausiliatrice, nel giorno della sua festa. -
Mons. Giuseppe Fagnano S.D.B.
[Fronte] Serie 10 Storica / Mons. Giuseppe Fagnano / S.D.B. Roma Centenario Missioni Salesiane / riproduzione vietata. ; [Retro] ... -
Mons. Giuseppe Fognano, el capitan bueno - DB3-019
Don Fagnano fu il primo parroco di Patagònes, un agglomerato di abitazioni sul Rio Negro. Nello spazio di dieci mesi tirò su due scuole per ragazzi e ragazze, tra cui i figli di indios. Patagònes divenne il punto strategico da cui missionari itineranti s'inoltravano per vallate, colline e montagne, a visitare i toldos degli indios e la fazen-das dei coloni bianchi. -
Mons. Lorenzo Gastaldi (vescovo di Torino dal 1871 al 1883) - DB3-036
Monsignor Lorenzo Gastaldi, vescovo di Saluzzo, fu messo a capo della diocesi di Torino da Pio IX, su espresso consiglio di Don Bosco. I due erano amici di famiglia; la madre del vescovo aveva lavorato per molti anni all'Oratorio e considerava Don Bosco come un figlio. Nonostante questo, la relazione del vescovo con Don Bosco si caricò progressivamente di incomprensioni e di tensioni, anche per effetto di calunnie e maldicenze. Per Don Bosco fu una delle esperienze sacerdotali più drammatiche -
Mons. Luigi Fransoni (vescovo di Torino dal 1832 al 1862) - DB3-028
Mons. Luigi Fransoni, vescovo di Torino dal 1832, ordinò sacerdote Don Bosco il 5 giugno 1841. La stima del vescovo per il suo giovane prete fu sempre molto grande e divenne anche partecipazione diretta alla vita dell'Oratorio, che definì la parrocchia dei ragazzi senza parrocchia. Deciso oppositore della politica liberale e dell'anticlericalismo dominante, monsignor Fransoni pagò di persona la sua coerenza di pastore. Esiliato, arrestato ed espulso dal Piemonte, morì esule a Lione nel 1862 -
Mons. Luigi Mathias S.D.B.
[Fronte] Serie 10 Storica / Mons. Luigi Mathias / S.D.B. Roma Centenario Missioni Salesiane / ripre[nduto] / produzione vietata (parzialmente sovrapposto/difettoso nella stampa della dicitura inferiore). ; [Retro] ... -
Mons. Luigi Versiglia e Sac. Callisto Caravario - Fiume Linchow 25 Febbraio 1930
[Fronte] ; [Retro] Non pervenuto nel file allegato.... [Datazione] Diciture bilingui (italiano e cinese) con i dati anagrafici e la data del martirio del 25 febbraio 1930. -
Mons. Luigi Versiglia e Sac. Callisto Caravario - Vittime di pirati bolscevichi
[Fronte] "MONS. LUIGI VERSIGLIA sales. / Sac. CALLISTO CARAVARIO sales. / IN VERBO TVO / DA MIHI ANIMAS / LAXABO RETE / CÆTERA TOLLE / VITTIME DI PIRATI BOLSCEVICHI / FIUME DI LINCHOW: 25 FEBBRAIO 1930" e caratteri in cinese. ; [Retro] ... -
Mons. Luigi Versiglia S.D.B.
[Fronte] Serie 10 Storica / Mons. Luigi Versiglia / S.D.B. Roma / Centenario Missioni Salesiane / riproduzione vietata. ; [Retro] ... -
Mons. Versiglia e D. Caravario
[Fronte] Caratteri in cinese, "ALOISIUS VERSIGLIA / Sac. CALLISTUS CARAVARIO / Bonus Pastor animam suam dat pro ovibus suis" ; [Retro] ... [Datazione] Timbro postale con data "8-II-1941", francobollo da 10 centesimi (Poste Italiane con effigie e dicitura "Milizia Contraerea / Antiavionica"), destinatario: Signor Tranquillo Arfini, Via Cottolengo 32, Torino -
Mons. Vincenzo Cimatti S.D.B.
[Fronte] Retro bianco o non specificato nel file oltre alla scansione del fronte. ; [Retro] ... -
Monte dei Cappuccini: una delle mete domenicali degli oratorìani - DB1-169
La domenica, dalla piazza dei Molini, Don Bosco guidava i suoi ragazzi a qualche chiesa appena fuori Torino: a Sassi, alla Madonna del Pilone, al Monte dei Cappuccini... E là meravigliavano la gente e i religiosi per il loro contegno devoto durante la Messa e per il gran numero che si confessava e si comunicava (cf MB 2, 339s). Usciti di chiesa Don Bosco distribuiva pane e companatico e i ragazzi davano inizio a divertimenti animatissimi che duravano fino a sera. -
Montemagno - DB3-074
Seconda tappa fu Montemagno, dove risiedevano i marchesi Fassati, attivissimi cooperatori salesiani. Riconoscente per i loro continui aiuti, Don Bosco ritornerà spesso e volentieri nella loro casa di villeggiatura. Nei pressi del santuario della Madonna di Valutò, stava giocando un ragazzo dai capelli rossi, scalzo e senza giacca. Partì di scatto quando sentì la banda, salì in paese e, a furia di gomitate, si piantò davanti a Don Bosco, che lo catturò immediatamente. Era Luigi Lasagna; entrato all'Oratorio, si fece salesiano e divenne missionario e vescovo in America Latina. -
Montemagno, la chiesa parrocchiale - DB3-075
Montemagno è un paese rurale dall'aria nobile. Oltre al maestoso castello, è caratteristica la chiesa parrocchiale, nella quale Don Bosco predicò più volte, sia in occasione del triduo dell'Assunta che in quello deUa Natività di Maria. Nel 1864, dopo tre mesi di aspra siccità, le sue preghiere unite a quelle del popolo ottennero il miracolo di un'improvvisa e abbondante pioggia ristoratrìce. -
Monumento a Don Bosco - Ist. Salesiano «G. Bearzi» - Udine
[Fronte] "A DON BOSCO / NEL CENTENARIO DELLA MORTE / 1888-1988 / DONO DEGLI EXALLIEVI AL BEARZI", oltre a una citazione di Don Bosco: "Non siete più ragazzi, ma sento che ora vi amo ancor più...". ; [Retro] ... -
Monumento a Don Bosco con i giovani (Gruppo scultoreo)
[Fronte] Nessuna iscrizione testuale anteriore. ; [Retro] ... -
Monumento a Don Bosco Risesi CL
[Fronte] "RIESI (CL) / Monumento a Don Bosco / Offerto dal Comune / Inaugurato dal Rettor Maggiore / Don Egidio Viganò / Progetto di Antonio Gallè / Scultura di Onofrio La Leggia / 50° dell'Opera Salesiana a Riesi / 1941 3 Marzo - 1991". ; [Retro] ... -
Monumento a Don Bosco sulla piazza di Maria Ausiliatrice (Gaetano Cellini, Torino, 1920) - DB3-138
Per concludere, ecco la più famosa interpretazione dell'opera di Don Bosco in versione scultorea. Commissionato dagli exallievi salesiani di tutto il mondo allo scultore Gaetano Cellini di Ravenna, il monumento è stato inaugurato il 23 maggio 1920. Chi arriva a Torino e scende in piazza Maria Ausiliatrice non può fare a meno di fermarsi ad ammirarlo. La figura di questo prete ha un fascino tutto particolare, quello che ha fatto esclamare a Paul Claudel: Don Bosco, bastava guardarlo. -
Monumento a Don Bosco, in Castelnuovo - DB1-101
A perenne ricordo della sua presenza e della sua attività, i concittadini di Castelnuovo eressero a Don Bosco questo bellissimo monumento raffigurante il santo che stringe a sé un giovane delle sue terre e un figlio delle missioni patagoniche. Il monumento, in marmo bianco di Carrara, è opera dello scultore Antonio Stuardi di Poirino. Inaugurato nel 1898, è il primo monumento eretto a Don Bosco. Sullo sfondo, in alto, il palazzo delle scuole elementari a lui dedicate, costruite sulla stessa area in cui sorgevano le scuole che aveva frequentato. Sempre in suo onore, nel 1934 Castelnuovo d'Asti cominciò ad essere chiamato Castel-nuovo Don Bosco.



























































