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Il povero contadinello dei Becchi è venerato nella Basilica di San Pietro tra i fondatori di Congregazioni religiose. La sua statua (opera del Canonica) campeggia al posto d’onore, al di sopra dell’antichissima effigie di San Pietro e del ritratto di Pio IX, suo protettore e amico. Un particolare curioso e quasi incredibile: Don Bosco, in un sogno, vide se stesso in San Pietro, esattamente nel luogo occupato oggi (1965) dalla sua statua. -
La salma di Don Bosco, come appare nel]’urna di cristallo. -
Oggi (1965) i resti mortali di Don Bosco riposano sull’altare monumentale a lui dedicato, nella Basilica di Maria Ausiliatrice, in Torino. -
Il giorno di Pasqua 1934 vide la suprema glorificazione di Don Bosco. Pio XI lo proclamò ‘ Santo ’. Era il 1° aprile. Nella foto, l’entrata del Papa nella Basilica di San Pietro. La piazza è affollata di persone provenienti da ogni parte del mondo. -
Il giorno di Pasqua 1934 vide la suprema glorificazione di Don Bosco. Pio XI lo proclamò ‘ Santo ’. Era il 1° aprile. Nella foto, l’entrata del Papa nella Basilica di San Pietro. La piazza è affollata di persone provenienti da ogni parte del mondo. -
Il 3 giugno 1929, Pio XI proclamò Don Bosco ‘ Beato ’. Foto a destra: il Papa inginocchiato davanti all’immagine del nuovo Beato. A sinistra: i resti di Don Bosco trasportati da Valsalice a Torino-Valdocco il 9 giugno 1929, in un trionfo di folla che gremiva le vie di Torino, pregando e cantando. -
Il 3 giugno 1929, Pio XI proclamò Don Bosco ‘ Beato ’. Foto a destra: il Papa inginocchiato davanti all’immagine del nuovo Beato. A sinistra: i resti di Don Bosco trasportati da Valsalice a Torino-Valdocco il 9 giugno 1929, in un trionfo di folla che gremiva le vie di Torino, pregando e cantando. -
Il primo monumento a Don Bosco. Fu eretto nel 1898 sulla piccola piazza di Castelnuovo d’Asti dai suoi compaesani. In seguito il nome del paese fu cambiato in Castelnuovo Don Bosco. -
Valsalice. L’Istituto salesiano fondato da Don Bosco sulla collina torinese custodi le spoglie mortali del Santo dal 1888 al 1929. -
La cassa funebre che custodi la salma di Don Bosco fino alla sua beatificazione, nel 1929. -
Il crocifisso che Don Bosco strinse fra le mani nell’ultima agonia. -
La salma di Don Bosco fu esposta nella ’ galleria ’ accanto alle sue stanze. Rivestito dei paramenti sacerdotali, Don Bosco fu visitato da una fiumana interminabile di fedeli. La foto fu scattata il giorno stesso della sua morte, il 31 gennaio 1888. Il crocifisso e la poltrona si conservano ancora nella ' galleria ’, accanto alle stanze del Santo. -
La salma di Don Bosco fu esposta nella ’ galleria ’ accanto alle sue stanze. Rivestito dei paramenti sacerdotali, Don Bosco fu visitato da una fiumana interminabile di fedeli. La foto fu scattata il giorno stesso della sua morte, il 31 gennaio 1888. Il crocifisso e la poltrona si conservano ancora nella ' galleria ’, accanto alle stanze del Santo. -
Letto in cui mori Don Bosco. Lenzuola e coperte sono conservate con cura nell’armadio delle reliquie. La scaletta aiutava il Santo a salire sul letto quando le gambe lo facevano troppo soffrire. -
Tavolino da notte e oggetti vari usati da Don Bosco. La bottiglia d’acqua, che si trovava sul tavolino alla sua morte, fu sigillata. Si conserva ancora nel ‘ Museo Don Bosco ’. -
Sofà e leggio. Su questo sofà Don Bosco passò gli ultimi mesi di vita. Si riposava, pregava, lavorava. Le sue gambe gonfie gli permettevano appena qualche passo. La sua vista, sempre più affaticata, non gli lasciava più di leggere. Passava il tempo a dettare ai suoi segretari. Nei momenti di respiro, raccontava loro le prime vicende dell’Oratorio ... -
Una delle ultime fotografie di Don Bosco: stanco e fiaccato dalla malattia e dal suo viaggio a Barcellona. -
Il monte Tibidabo oggi (1965). In sogno Don Bosco vide sorgere sulla sommità un magnifico Santuario. Il Santuario fu inaugurato nel 1961. E dedicato al Sacro Cuore di Gesù e affidato ai Salesiani. -
Il monte Tibidabo di Barcellona, alla fine del secolo scorso. Si vede alla sommità una modesta cappella. -
Decorazione che Don Bosco ricevette a Barcellona. L’iscrizione dice: «Al rev.do Don Juàn Bosco, miembro de honor y mèrito de la Asociación de católicos de Barcelona, 15 de abril 1886 ». -
Don Bosco nella villa Marti-Codolar, in occasione del suo viaggio a Barcellona, 1886. Si vede, chino verso di lui, Don Rua, suo primo successore a Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana. -
Chiesa della ‘ Madeleine ’ a Parigi. Il viaggio di Don Bosco nella capitale francese fu un vero trionfo. -
Papa Pio XI. Giovane sacerdote, Don Ratti s’interessò vivamente dei giovani e particolarmente dell’Opera fondata da Don Bosco a Torino. Visitò l’Oratorio nel 1883, quand’era bibliotecario all’Ambrosiana di Milano. Divenuto Papa, proclamò Don Bosco Beato (1929) e poi Santo (1934). -
Papa Pio X, al tempo in cui era giovane vescovo di Mantova (foto Ferrari, Treviso). Il canonico Sarto, futuro Pio X, visitò l’Oratorio nel 1875. Don Bosco non gli potè offrire che un pranzo estremamente fragile. E Don Giuseppe Sarto dovette entrare in un vicino ristorante per un secondo pasto... -
Basilica del Sacro Cuore, in Roma. Fu eretta da Don Bosco su richiesta di Leone XIII, e inaugurata il 14 maggio 1887, 8 mesi prima della morte del Santo. -
Medaglia d’argento di Leone XIII, il Papa del mondo operaio, cosi caro a Don Bosco. -
Prima stesura della lettera di felicitazioni che Don Bosco indirizzò di sua mano al nuovo Papa, Leone XIII. Era stato eletto il 22 febbraio 1878. -
Concilio Vaticano Primo (18 luglio 1870). I Padri conciliari sono riuniti nella navata laterale della Basilica di San Pietro. Si sta proclamando il dogma dell’Infallibilità Pontificia di cui Don Bosco fu ardente propugnatore. Sul trono, Pio IX. Disegno di G. Altobelli, che si servì di ritratti fotografici, incollando i volti delle persone sul disegno. -
Concilio Vaticano Primo (18 luglio 1870). I Padri conciliari sono riuniti nella navata laterale della Basilica di San Pietro. Si sta proclamando il dogma dell’Infallibilità Pontificia di cui Don Bosco fu ardente propugnatore. Sul trono, Pio IX. Disegno di G. Altobelli, che si servì di ritratti fotografici, incollando i volti delle persone sul disegno. -
Don Bosco nel 1887, un anno prima della morte. (Foto Luzzati, Genova). -
Pio IX. Foto che appartenne a Don Bosco. Il Santo, amico e confidente di Pio IX e di Leone XIII, raccomandò in maniera specialissima ai suoi Figli e alle sue Figlie l’obbedienza e la fedeltà al successore di San Pietro. -
La Basilica di San Pietro, in Roma. Don Bosco per 20 volte si recò a Roma. -
A Valdocco, oggi (1965). Intenso e continuo è l’invio di materiale a tutti i Missionari del mondo. Il centro principale di quest’attività rimane Torino. -
Don Giovanni Cagliero. Guidò la prima spedizione missionaria, e divenne più tardi vescovo e cardinale. Qui è con Zefirino Namuncurà (1886-1905), figlio di un potente cacico della Patagonia. Zefirino mori a Roma in concetto di santità. Per aver favorito con instancabile attività il progresso materiale e spirituale degli indigeni, i Salesiani si guadagnarono il rispetto e la confidenza delle tribù e dei loro capi. Questo spiega il grande successo della loro missione. -
Missionari della dodicesima spedizione, l’ultima effettuata mentre era vivo Don Bosco. Ebbe luogo nel 1887. -
Don Bosco tra i suoi Missionari, i primi che partirono da Valdocco nel 1875. Accanto a lui il console argentino comm. Gazzolo. -
Scrittoio di Don Bosco. Il mappamondo che lo sovrasta era usato volentieri da Don Bosco ; guardandolo, carezzava i suoi sogni mondiali. Vi vedeva i suoi missionari porre piede nell’America del Sud, e gradualmente scia-mare in tutti i continenti. -
Il Bollettino Salesiano. Anno primo, 1877. Numeri 1, 2, 4Don Bosco fondò questo periodico per mantenere i contatti con i ‘ Cooperatori ’ disseminati in tutto il mondo. Il successo del Bollettino fu straordinario, e continua a crescere anche oggi (1965). Si pubblica in 32 diverse edizioni e in 16 lingue. Ha una tiratura globale di più di un milione di copie. E un legame di ‘ unità salesiana ’ tra i Salesiani e gli amici delle loro opere, sparsi su tutta la terra. -
La Terza Famiglia di Don Bosco è formata dai ’ Cooperatori Salesiani ’. La foto presenta un gruppo di Cooperatori, in occasione di una visita alla vecchia tomba di Don Bosco in Vaisalice. Torino, 1890. -
La principale missione delle Suore di Don Bosco è l’insegnamento. Qui: nella scuola femminile di Nizza Monferrato. -
Scuole di lavoro. E un ramo importante dell’attività delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Nella foto: la scuola di cucito a Lione (Francia). -
Una Figlia di Maria Ausiliatrice a Nizza Monferrato. In questa casa mori Madre Mazzarello nel 1881. -
Prima casa delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Mornese, paesetto tra Alessandria e Genova. La fotografia è antica. -
Madre Maria Domenica Mazzarello (1837-1881). Seduta in mezzo al gruppo, stringe la mano di suor Giuseppina Pacotto, in occasione della seconda spedizione di suore in Uruguay e in Argentina (1° gennaio 1879). -
Lettera di Maria Mazzarello, prima Superiora Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice. È indirizzata a suor Pierina Marassi, in Torino: «Viva Gesù! Mia carissima suor Pierina e sorelle tutte siete allegre? ». -
Ritratto di mons. Lorenzo Gastaldi, arcivescovo di Torino (1815-1883). Frappose non pochi ostacoli a Don Bosco (Arcivescovado). -
Subito dopo l’approvazione, le Regole furono stampate nella loro forma definitiva. Foto: Uno dei primi esemplari, con correzioni a mano di Don Bosco (1874). -
Subito dopo l’approvazione, le Regole furono stampate nella loro forma definitiva. Foto: Uno dei primi esemplari, con correzioni a mano di Don Bosco (1874). -
Quanti ostacoli Don Bosco dovette superare prima che il suo progetto di Regole per la Società Salesiana fosse approvato da Roma! Vi si recò nel 1874, per difendere la sua causa. La lettera qui riprodotta fu scritta ai Salesiani di Torino il 25 marzo 1874, tra la prima e la seconda riunione della Commissione Pontificia. Si prevedeva un esito positivo. Don Bosco annunciò: « Rallegratevi! La prima congregazione del 24 riuscì bene... attendete con pazienza quanto il Signore disporrà di noi... ». -
La Basilica di Maria Ausiliatrice, oggi (1965). Sulla piazza il monumento eretto a Don Bosco nel 1920, da tutti gli ex allievi del mondo. -
Anno 1864. Don Bosco incarica il capomastro Buzzetti di costruire la basilica di Maria Ausiliatrice a Valdocco. Quali fondi aveva radunati per l’impresa? Li aveva tutti nel borsellino, che rovesciò nelle mani del capomastro: 40 centesimi! Il miracolo fu che il capomastro accettò ugualmente di cominciare i lavori! E Don Bosco ricorse una volta di più ai suoi grandi ' mezzi ’: lotterie, questue, e soprattutto una fiducia immensa in Maria Ausiliatrice. Disse alla fine: « Ogni mattone di questa chiesa è una grazia della Madonna ». La chiesa, iniziata nel 1863, fu consacrata l’8 giugno 1868. -
« Maria Ausiliatrice, aiutatemi! ». È un’invocazione scritta al termine di una lettera del Santo. Nella sua vita quella invocazione gli era frequente come il respiro. In ogni difficoltà, egli ricorreva all’Ausiliatrice. -
Don Bosco scrisse drammi e dialoghi educativi, che furono spesso rappresentati all’Oratorio. -
Don Bosco fra i musici dell’Oratorio. Il Santo diceva che una casa senza musica è come un corpo senz’anima. -
‘ Augurio ’ di un ragazzo dell’Oratorio, al suo ' caro, amato padre Don Bosco ’. -
Un cortile dell’Oratorio al giorno d’oggi (1965). I ragazzi giocano con i loro insegnanti, come ai tempi di Don Bosco. La tradizione del gioco chiassoso e movimentato è viva in ogni istituto salesiano. -
Lettera di un consultore del ' Santo Ufficio ’. In essa si condanna il suo libro XX Centenario di San Pietro Apostolo. Mancò poco che quest’opera venisse messa all’Indice. In questa lettera proveniente da Roma (righe 7 e 8), si parla di « un grave abbaglio in materia teologica ». Don Bosco afferma, a pag. 192, che la presenza di San Pietro in Roma « è discussione storica estranea alla fede ». Il Santo corresse immediatamente il passo incriminato nella seconda edizione, e cosi evitò la condanna. Ma l’incidente gli cagionò grande dispiacere e pena profonda. -
Qualcuno dei Ebri più importanti di Don Bosco. Tra i principali, una Storia d’Italia. Don Bosco fu dichiarato Patrono degli Editori cattolici il 24 maggio 1946. -
Don Bosco nella sua camera, al tavolo di lavoro. La stanza gli serviva da ufficio e da camera da letto. Sopra la finestra si vede una tavoletta che porta il motto di tutta la sua vita: Da mihi animas, caetera tolte, cioè « Dammi le anime, e prenditi tutto il resto ». -
Scrittoio, pesa-lettere, portapenne, lampada a petrolio che servirono a Don Bosco. Questi oggetti si trovano ancora nella sua camera. A questo scrittoio Don Bosco passò molte notti vegliando...