nella diocesi di Eluru; attività al 2025: Scuola materna; Scuola primaria (basica); Scuola secondaria 1° grado; Orfanotrofio; Centro exallievi; Parrocchia; Cappellanie; Residenza missionaria; Opera di assistenza e promozione sociale; Centro cooperatori
Il re Carlo Alberto dì Savoia regnò in Piemonte dal 1831 al 1849, quando abdicò in favore del figlio Vittorio Emanuele II. Molto amico del Cottolengo, stimava anche molto Don Bosco ed intervenne direttamente sul sindaco di Torino, Michele Cavour, perché la sua opera non venisse proibita.
Vittorio Emanuele n, figlio di Carlo Alberto, conosceva Don Bosco e non lesinava aiuti ai suoi ragazzi. Ma l'approvazione della legge di sopressione degli Ordini Religiosi gli procurò l'invio, da parte di Don Bosco, di due lettere profetiche, in cui si annunciavano grandi funerali a corte. Nei primi cinque mesi del 1855 morirono la madre, la moglie, il fratello e il figlio minore del re. Vittorio Emanuele, furioso e spaventato, tentò di parlare con Don Bosco per ben due volte, scendendo di persona a Valdocco, ma non riuscì mai ad incontrarsi con il prete-profeta.
Dove ora è l'ampio porticato, nel 1855 era la stanza dove Don Bosco raccolse gli scolari di terza ginnasiale (corrispondente all'attuale terza media). Professore fu il giovanissimo chierico Giovanni Battista Francesia. Tra gli alunni schierati nei banchi, c'era san Domenico Savio.
nella diocesi di Regensburg; attività al 2025: Pensionato lavoratori; Pensionato studenti; Centro di incontri giovanili; Gruppi alloggio per minorenni rifugiati non accompagnati; Assistenza ai giovani emarginati