nella diocesi di Guntur; attività al 2025: Oratorio festivo; Scuola materna; Scuola primaria (basica); Orfanotrofio; Parrocchia; Cappellanie; Residenza missionaria; Opera di assistenza e promozione sociale; Centro cooperatori; Exallievi; Società Cooperativa di Mutuo Soccorso (MACS - Mutually Aided Cooperative Society)
nella diocesi di Salto; attività al 2025: Oratorio festivo; Centro giovanile; Scuole elementari e liceali per esterni; Parrocchie; Cappellanie; Museo storico
nella diocesi di Visakhapatnam; attività al 2025: Scuola secondaria 2° grado; Convitto; Attività pastorali; Assistenza e Promozione Sociale; Attività educative
nella diocesi di Esztergom-Budapest; attività al 2025: Ginnasio e Liceo Scientifico; Centro giovanile; Accoglienza per gruppi; Parrocchia; Santuario; Casa di esercizi spirituali e ritiri
nella diocesi di Perugia-Città della Pieve; attività al 2025: Centro formazione professionale; Residenza universitaria; P.G.S. Polisportiva Giovanile Salesiana Don Bosco; Attività diocesane; Cappellanie
nella diocesi di Port-au-Prince; attività al 2025: Prenoviziato; Centro giovanile; Scuola primaria; Scuola di alfabetizzazione; Scuole secondarie; Piccolo seminario; Chiesa pubblica; Patronato
nella diocesi di Phnom Penh; attività al 2025: Oratorio; Centro giovanile; Centro di addestramento professionale; Scuola professionale e tecnica; Internato; Cappellanie; Don Bosco Children Fund
Le cinque planimetrie raffigurano com'era l'Oratorio vent'anni dopo l'arrivo di Don Bosco a Valdocco, prima che sorgesse il Santuario di Maria Ausiliatrice: al piano sotterraneo le cucine e i refettori; a pian terreno la chiesa di San Francesco di Sales e cinque laboratori; al primo piano le camerate e gli uffici; al secondo piano gli archivi e altri uffici.
Giovanni si trattenne a Chieri ben 10 anni, e durante quel perìodo cambiò abitazione diverse volte. In questa mappa del 1855 vediamo segnati in rosso i posti dove abitò e che frequentò in quel periodo. I numeri e le didascalie al lato destro inferiore ne rendono facile la localizzazione. 1. Scuole pubbliche frequentate da Giovanni negli anni 1831-1835. 2. Casa Marchisio - pensione Matta (1831-33). 3. La stalla del signor Cavallo. 4. Caffè Pianta (1833-1834). 5. Casa del sarto Cumino (1834-1835). 6. Chiesa di Sant'Antonio, officiata dai Gesuiti. 7. Convento francescano La Pace. 8. Duomo di Chieri. 9. Casa Bertinetti dove Giovanni sostenne l'esame per la vestizione chiericale. 10. Chiesa di San Filippo e seminario. 11. Albergo del Muletto. 12. Casa del cav. Concila. 13. Casa della bilocazione 14. Il Tepice.
Piazza d'Armi, ora Cavour, era la più importante della città e vi si svolgevano gli avvenimenti più significativi: il mercato, le fiere, le esibizioni dei saltimbanchi e dei ciarlatani. Questo dipinto del Gonin (1859), che rappresenta l'arrivo delle truppe francesi, si trova nel Comune di Chieri. Esso riproduce la scenografia architettonica della piazza come la vide Giovanni Bosco. Sul lato sinistro del quadro si vede l'insegna dell'albergo del Muletto, ora Caffé Nazionale. In questo albergo, nel 1835, ebbe luogo il pranzo di Giovanni con 22 compagni, pagato dal vinto saltimbanco. Quel fatto rimase memorabile (cf MB 1, 315).
Sulla piazza San Guglielmo, ora piazza Mazzini, si affacciano alcuni edifici ricchi di memorie: • Casa Marchisio, ove lo studente Giovanni Bosco fu a pensione negli anni scolastici 1831-1833 presso Lucia Pianta vedova Matta. • Via San Giorgio. Al n. 2 c'era il laboratorio del falegname Bernardo Barzocchino, presso cui Giovanni dopo le lezioni si recava a dare una mano. • D vecchio palazzo civico, dove Giovanni prese parte alle accademie in onore del sindaco e della cittadinanza. • La casa che fu abitata dal can. Giuseppe Maloria, per dieci anni direttore spirituale di Giovanni Bosco. Qui abita ancora (1984) una pronipote di Luigi Bolmida.
L'imponenza della manifestazione si può cogliere in questo passaggio del corteo in piazza Vittorio, una delle piazze più grandi dell'Europa di allora. Il gruppo molto folto delle autorità religiose e civili quasi scompare in mezzo alla marea di folla; ed è ancora folla, quando l'urna raggiunge la piazza della basilica, attesa dall'aristocrazia cittadina e dai rappresentanti del governo.
Un improvviso attacco cardiaco aveva lasciato Don Calosso privo di parola e semiparalizzato. Accorso al capezzale del morente, Giovanni ricevette da lui la chiave di uno scrigno in cui custodiva gelosamente i suoi risparmi. Quei soldi gli sarebbero serviti per continuare gli studi. Tale era stata la promessa e l'ultimo desiderio di Don Calosso. Ma di fronte alle richieste dei parenti del defunto, Giovanni vi rinunciò con dignità, confidando solo nella Provvidenza (cf MB 1, 216-218).