Seconda tappa fu Montemagno, dove risiedevano i marchesi Fassati, attivissimi cooperatori salesiani. Riconoscente per i loro continui aiuti, Don Bosco ritornerà spesso e volentieri nella loro casa di villeggiatura. Nei pressi del santuario della Madonna di Valutò, stava giocando un ragazzo dai capelli rossi, scalzo e senza giacca. Partì di scatto quando sentì la banda, salì in paese e, a furia di gomitate, si piantò davanti a Don Bosco, che lo catturò immediatamente. Era Luigi Lasagna; entrato all'Oratorio, si fece salesiano e divenne missionario e vescovo in America Latina.
Montemagno è un paese rurale dall'aria nobile. Oltre al maestoso castello, è caratteristica la chiesa parrocchiale, nella quale Don Bosco predicò più volte, sia in occasione del triduo dell'Assunta che in quello deUa Natività di Maria. Nel 1864, dopo tre mesi di aspra siccità, le sue preghiere unite a quelle del popolo ottennero il miracolo di un'improvvisa e abbondante pioggia ristoratrìce.
nella diocesi di Padova; attività al 2025: Terme "S. Marco" (ospitalità, ritiri, convegni); Terme "Mamma Margherita" (ospitalità, cure termali: fangoterapia, inalazioni); Collegio Universitario di Padova
nella diocesi di Montevideo; attività al 2025: Cappellanie; Casa «Mamma Margherita» per confratelli anziani e malati; Noviziato interispettoriale (ARN, ARS, CIL, PAR e URU)
nella diocesi di Montevideo; attività al 2025: Centro addestramento al lavoro; Casa accoglienza giovani in difficoltà; Opere sociali; Refettorio quotidiano per ragazzi e giovani
nella diocesi di Montevideo; attività al 2025: Oratorio festivo; Parrocchia; Cappellanie; Opera sociale; Scuola professionale per interni e esterni; Scuola professionale per semiconvittori; Centro ricreativo
nella diocesi di Montevideo; attività al 2025: Prenoviziato; Oratorio festivo; Scuole elementari e liceali per esterni; Parrocchie; Santuario "Maria Ausiliatrice"; Cappellanie; Opera sociale; Museo storico
Per concludere, ecco la più famosa interpretazione dell'opera di Don Bosco in versione scultorea. Commissionato dagli exallievi salesiani di tutto il mondo allo scultore Gaetano Cellini di Ravenna, il monumento è stato inaugurato il 23 maggio 1920. Chi arriva a Torino e scende in piazza Maria Ausiliatrice non può fare a meno di fermarsi ad ammirarlo. La figura di questo prete ha un fascino tutto particolare, quello che ha fatto esclamare a Paul Claudel: Don Bosco, bastava guardarlo.
A perenne ricordo della sua presenza e della sua attività, i concittadini di Castelnuovo eressero a Don Bosco questo bellissimo monumento raffigurante il santo che stringe a sé un giovane delle sue terre e un figlio delle missioni patagoniche. Il monumento, in marmo bianco di Carrara, è opera dello scultore Antonio Stuardi di Poirino. Inaugurato nel 1898, è il primo monumento eretto a Don Bosco. Sullo sfondo, in alto, il palazzo delle scuole elementari a lui dedicate, costruite sulla stessa area in cui sorgevano le scuole che aveva frequentato. Sempre in suo onore, nel 1934 Castelnuovo d'Asti cominciò ad essere chiamato Castel-nuovo Don Bosco.
Mornese, centro agricolo dell'Alessandrino, di orìgine medioevale. Un paese come tanti, se nella sua storia non fosse entrata la personalità di Don Bosco e l'allegrìa dei suoi ragazzi, che ne fecero la méta di una memorabile scampagnata, nel 1864. La gente di Mornese — lo afferma Don Bosco stesso — aveva due sole passioni: il lavoro e la fede.
Lasciata Genova, dalla stazione ferroviaria di Serravalla Scrivia raggiunsero a piedi Mornese passando per Gavi. Li aveva invitati Don Pestarino, salesiano esterno, che intendeva presentare a Don Bosco il piccolo gruppo delle figlie dell'Immacolata. Don Bosco indirizzò loro calde e incoraggianti parole. Tra tutte la più affascinata fu Domenica Mazzarello, la futura confondatrice delle figlie di Maria Ausiliatrìce. Da quel giorno ella si mise totalmente nelle mani del santo. In una gita a Lerma il sacerdote genovese Giovanni Battista Lemoyne, conquistato dalla santità di Don Bosco, decise di lasciare tutto e di seguirlo. Otto giorni dopo lo raggiunse a Torino. Diventerà uno dei suoi migliori collaboratori e il suo più grande biografo. Dopo il 1864, queste straordinarie esperienze di vita comune e di stile educativo non furono più ripetute. Restano nella memoria della Congregazione Salesiana come una testimonianza deha santità di Don Bosco.
nella diocesi di Moskva; attività al 2025: Oratorio e Centro giovanile; Centro assistenza ragazzi della strada; Parrocchia; Centro cooperatori; Catechesi