nella diocesi di Kumbakonam; attività al 2025: Pastorale giovanile; ADMA; Centro giovanile; Scuola serale; Scuola elementare e media; Scuola professionale; Centro Mariano; Centro exallievi; Parrocchia; Centro cooperatori
nella diocesi di Asunción; attività al 2025: Collegio; MJS (Movimiento Juvenil Salesiano); CC.SS.; ADMA; Centro giovanile; Scuole elementari, ginnasiali e liceali per esterni; Scuole professionali; Centro assistenza ragazzi della strada; Centro exallievi; Santuario; Parrocchia “San Vicente de Paul”; ADS
Nel santuario di Sant'Ignazio sopra Lanzo Torinese, Don Bosco fece molte volte gli Esercizi Spirituali. Appena potè, anche a Valdocco iniziò ad organizzare ogni anno questi Esercizi per i ragazzi e per i Salesiani. Diceva: Gli Esercizi Spirituali ci muovono all'amicizia con Dio.
Gli anni del seminario trascorsero velocissimi, dal 1835 al 1841. Questa lapide, posta all'entrata, testimonia i suoi luminosi esempi e l'amore di cui fu circondato da superiori e condiscepoli. Egli stesso scrisse poco dopo aver lasciato il luogo della sua formazione sacerdotale: I superiori mi amavano e mi diedero continui segni di benevolenza; i compagni mi erano affezionatissimi; perciò mi tornò dolo-risissima quella separazione da un luogo... dove ebbi tutti i segni di bontà e di affetto che si possono desiderare (cf MB 1, 515).
Questa lapide, posta nel corridoio delle scuole del seminario, testimonia ancor oggi lo straordinario avvenimento. Essa dice: Luigi Comollo, alunno di integerrimi costumi, la terza notte dopo la morte apparve a Giovanni Bosco, suo carissimo amico, in un fragore di tuono e avvolto di luce, e gli assicurò di essere salvo. n seminario volle dedicarvi questa lapide, con l'approvazione del card. Fossati, arcivescovo di Torino: 1839-1939.
nella diocesi di Canarias; attività al 2025: Oratorio festivo; Centro giovanile; Scuola infantile; Scuola primaria; Scuola secondaria (ESO); Scuola secondaria (BACH); Parrocchia; Cappellanie; Centro cooperatori; Unione exallievi; Associazione Maria Ausiliatrice; Associazione genitori degli allievi; Casa di accoglienza per i giovani
nella diocesi di Canelones; attività al 2025: Ginnasio; Oratorio festivo; Scuole elementari e liceali per esterni; Casa della gioventù; Parrocchia; Cappellanie
Don Bosco nella luce delca gloria. Parva favilla gran fiamma seconda O Torino, Torino! (Dante del Fiorentino, New York) Il Nuovo Beato nella parola del S.Padre Don Bosco al timone (Avv. Felice Masera) La mamma di Don Bosco Il dono di sé (D. Schena) Rose e Angeli (Poesia di) Francesco Copfée dell'Accademia Francese D. Bosco a Rimini (Sac. Dott. Gaetano Baravelli) Don Bosco tra i monelli della strada La Pazzia di D. Bosco e le previsioni della sua grandiosa opera La lingua del Beato (Dal Momento del 21 Maggio, A. Cojazzi) Festeggiamenti in Onor del Beato Giovanni Bosco - Chiesa Nuova (Salesiani) Programma dell'Accademia Inni cantati dagli Orfanelli dell'Istituto Inno Lode (Versi di Don Rastello. Musica di Don Gregorio Inno Salesiano (Versi di G. Ruffino. Musica di G. Pagella).
La bellezza e tranquillità del posto, la relativa vicinanza di questa cascina a Castelnuovo (circa 2 km), e soprattutto l'armonia familiare furono certamente un grandissimo aiuto per Giovanni.
Nell'inverno del 1830 incominciò a frequentare le scuole di Castelnuovo. Così appariva d'inverno il tratto di campagna che Giovanni doveva percorrere quattro volte al giorno. Per le difficoltà di questo cammino, mamma Margherita decise di cercargli un alloggio a Castelnuovo. Lo trovò presso un sarto, Giovanni Roberto (cf MB 1, 219s).
Don Bosco suscitò sempre tra i suoi giovani il gusto di fare il bene insieme. Il 12 aprile 1847 nacque la prima associazione dell'Oratorio, la Compagnia di San Luigi. Negli anni 18551856 sorsero altre tre associazioni: la Compagnia dell'Immacolata, quella del SS. Sacramento e quella di San Giuseppe. La Compagnia dell'Immacolata fu fondata da san Domenico Savio per unire insieme i giovani migliori e trasformarli in piccoli apostoli. (La nascita di questa Compagnia è raffigurata nel dipinto del Caffaro Rore).
Nel 1848, Carlo Alberto concesse parità di diritti civili ai protestanti e agli ebrei. Subito dopo i Valdesi lanciarono una campagna di proselitismo, con tre giornali e molti libri a prezzi popolari. Rispondendo ad un appello dei Vescovi, Don Bosco fondò allora le Letture Cattoliche: libretti mensili di stile semplice, di contenuto religioso, a prezzi popolarissimi. Il successo fu straordinario.
Queste nocciole sono conservate in una bacheca di vetro. L'episodio della loro moltiplicazione è ricordato da più di dieci testimoni. Un sacchetto di nocciole gli era stato donato nel dicembre 1885. Ne regalò a piene mani a un gruppo di ragazzi. Quando si credeva che non ce ne fossero più, ne distribuì ancora abbondantemente a 64 alunni del ginnasio e a 40 cantori.
In questo luogo sorgeva la scuola frequentata da Giuseppe Cafasso e da Giovanni Bosco. Poi fu demolita e sostituita da quella che vediamo ora. E primo professore di Giovannino fu Don Virano, un ottimo insegnante. Ma presto fu nominato parroco e venne sostituito da Don Moglia. Un brav'uomo, ma incapace di tenere la disciplina e convinto che dalle borgate, e specialmente dai Becchi, non potesse venire niente di buono. Questo pregiudizio, ripetutamente manifestato, fece soffrire non poco Giovannino; gli stessi compagni lo prendevano in giro, anche per i suoi abiti goffi e rattoppati (cf MB 1, 229-232).
Le scuole pubbliche di Giovanni erano un distaccamento dell'università di Torino. Quando nel 1831 vi si iscrisse, esse erano situate in un insieme di costruzioni quasi sulla centralissima via Maestra, oggi via Vittorio, numero 45 interno. I locali della scuola non erano in un unico palazzo, e quelli che vediamo nella foto erano nel cortile civile. Due aule a pian terreno e due al primo piano erano adibite alla classe sesta (ultima delle elementari) e alla quinta, quarta e grammatica di latinità. Oggi la chiameremmo ginnasio inferiore. Giovanni, benché sedicenne, venne assegnato all'ultima elementare. Durante il primo anno fu oggetto di derisione per la sua età e di meraviglia per il suo ingegno. A gennaio del 1832 passa in prima ginnasio; a marzo in seconda; alla fine dell'anno è promosso in terza. (Episodio del Cornelio Nepote con il prof Cima MB 1, 251-253)
A 58 anni, per ordine del Papa, Don Bosco scrisse la storia dei suoi primi decenni. Riempì tre grossi quaderni, 180 pagine, e li intitolò Memorie per l'Oratorio e per la Congregazione Salesiana. Con le date fece un po' di pasticcio, ma episodi, ricordi, particolari hanno una freschezza vivissima.
Accanto ai Salesiani, per le missioni partirono anche le Figlie di Maria Ausiliatrice, nella spedizione del 1877. Nel 1880 erano già nelle postazioni avanzate, a prendersi cura delle poverissime famiglie indios. Annunciando la loro partenza, un giornale di Buenos Aires scrisse: Sarà la prima volta da che il mondo esiste, che si vedranno suore in quelle remote terre australi.
Don Bosco diceva che venti ragazzi su cento hanno la vocazione religiosa. Farla germogliare o fallire dipende dall'atmosfera in cui vivono. Da parte sua, all'Oratorio creò un'atmosfera intensa di religiosità sacramentale, mariana e papale. I frutti li vedevano tutti. Gli anticlericali definirono Valdocco la fabbrica dei preti. L'Arcivescovo gli affidò il seminario di Giaveno (nella foto) per far rifiorire le vocazioni.
nella diocesi di León; attività al 2025: Oratorio; Centro giovanile; Scuola genitori; Scuola secondaria; Scuola professionale; Centro exallievi; Parrocchia; Centro cooperatori; Associazione Maria Ausiliatrice
nella diocesi di León; attività al 2025: Ginnasio; Scuola elementare; Scuola tecnica; Ricovero ragazzi della strada; Chiesa pubblica; Opera assistenziale