- Home
- Search
Search
7024 items
-
Il quadro di Don Bosco - DB2-103
Presso l'urna di Don Bosco, il pittore Crìda eseguì questo quadro che raduna le caratteristiche del Santo: il suo amore per i ragazzi, il suo lavoro apostolico per portarli a Maria Ausiliatrìce e al Signore Gesù. -
Il quadro di mamma Margherita (Rollini) - DB3-165
Margherita Occhiena, la mamma di Don Bosco, era nata a Caprioglio il 1° aprile 1788. Sposò Francesco Bosco, già vedovo e con un figlio, nel 1812. Fu una donna forte e ricca di fede. A lei Don Bosco chiese nel 1846 di fare da mamma ai ragazzi dell'Oratorio. Essa avrebbe potuto godersi il meritato riposo di una vita dura e sacrificata, ma la proposta del figlio la trovò disponibile. Visse gli ultimi dieci anni della sua vita all'Oratorio, lavorando e pregando, circondata dall'affetto di tutti i ragazzi. Morì a Valdocco il 25 novembre 1856. -
Il quadro di San Domenico Savio - DB2-104
L'altare di san Domenico Savio è stato arricchito nel 1985 da questo quadro del Caffaro Rore. Il giovane santo è raffigurato come il protettore della gioventù attuale, impegnata nello studio, nel lavoro, nelle attività artistiche e sportive. Il gioioso bambino sorretto dalla madre lo addita pure come protettore della vita nascente. -
Il quadro di San Giuseppe - DB2-102
Don Bosco volle che uno dei quadri più belli del santuario rappresentasse san Giuseppe mentre protegge l'Oratorio. Lo descrìsse lui stesso al pittore Lorenzone. Il quadro fu inaugurato solennemente il 2 aprile 1874. -
Il registro dei battesimi - DB1-097
Il registro dei battesimi, che si conserva nella canonica, è un grosso libro rilegato, di formato cm 30 x 47 con carta di colore paglierino. Eccolo aperto alla pagina in cui è registrato il battesimo di Giovanni: Bosco Giovanni Melchiorre, figlio di Francesco Luigi e di Margherita Occhiena in Bosco; nato ieri sera e solennemente battezzato questa sera dal rev.do Don Giuseppe Festa, Vicario. Padrini furono Melchiorre Occhiena di Capriglio e Maddalena Bosco vedova di Secondo Occhiena di questo luogo. Il numero dei battezzati nel 1815 è di 63. -
IL RESTO DEL CARLINO; CORRIERE DEL TIRRENO
I magnifici riti della Pasqua in S. Pietro. La canonizzazione di Don Bosco alla presenza del Principe Umberto. Il Papa benedice la folla dall'esterno della basilica - Un solenne pontificale. Come nacque l'opera salesiana La fedele guardia del grigio La moltitudine nel tempio Le acclamazioni al Principe Lo splendido corteo papale Don Bosco assunto agli altari L'omelia del nuovo Santo La benedizione dalla loggia. Pellegrini di tutto il mondo a Roma. Lo splendore del rito celebrato ieri in San Pietro per la santificazione del Beato Giovanni Bosco. Il Papa benedice il popolo dall'esterno della loggia della Basilica L'enorme flusso umano Roma imperiale Trionfo di Don Bosco In Piazza San Pietro L'aspetto della Basilica Principi, Dignitari, Autorità L'arrivo del Principe Umberto L'imponente corteo papale La cerimonia della canonizzazione L'Omelia del nuovo Santo La benedizione papale. -
Il retro altare - DB2-017
In questa stessa chiesa, dietro l'altare maggiore, Domenico Savio ebbe un'estasi davanti al tabernacolo che durò più di sei ore. -
Il Rifugio della marchesa Barolo - DB1-158
Terminato il soggiorno al Convitto, Don Bosco accettò temporaneamente l'ufficio di cappellano all'Ospedale di Santa Filomena, fondato dalla Marchesa di Barolo per ospitare ragazze inferme. Provvisoriamente avrebbe badato al Rifugio, un'altra opera fondata dalla pia signora per accogliere e aiutare ragazze esposte a pericoli (cf MB 2, 236s). Gli aveva fatto ottenere quel posto Don Gio-van Battista Borei, uno zelante sacerdote che divenne il suo più fedele collaboratore nei tempi duri dell'Oratorio (cf MB 2, 225s; 241; 247; 260; 280; 303-305; 354s; 427; 501). -
Il rione della canonica - DB1-085
Ammiriamo uno scorcio del paese con la canonica e le case che si affacciano sulla piazza. Il parroco di allora, Don Dassano, era un uomo dotto, caritatevole e santo, e Giovanni ne farà presto l'esperienza, come diremo. Egli tuttavia teneva un contegno sostenuto, specie con i fanciulli, e Giovanni ne soffriva, perché sentiva vivo il desiderio di avvicinarlo per ascoltare la sua parola. Si rammaricava di questo con la mamma e le diceva: Se io fossi prete, mi avvicinerei ai fanciulli, li chiamerei intorno a me, per dir loro buone parole e vorrei aiutarli e farmi amare da loro. Se sarò prete, voglio consacrare tutta la mia vita per i fanciulli (cf MB 1,227). Un programma che realizzerà in pieno. -
Il ritratto di Giuseppe - DB3-163
Giuseppe, fratello maggiore di Don Bosco, nacque il 18 aprile 1813. Fu un uomo della terra e, pur non sapendo né leggere né scrivere, era dotato di tanta saggezza e di tanto buon senso da essere prescelto dai vicini come giudice e consigliere. Giuseppe e Giovanni furono una coppia ideale di fratelli: il maggiore aiutava il fratello sacerdote con ogni mezzo a sua disposizione e non esitava a mettere in secondo ordine le esigenze di casa sua, quando qualcuna delle ricorrenti crisi economiche metteva in croce Don Bosco. -
Il sagrato della chiesa - DB1-047
Il parroco, il teologo Cottino, che conobbe fin dai primi giorni Giovanni, notò in lui una devozione sincera, conobbe il buono spirito che lo animava, e lo appoggiò. Con il suo aiuto Giovanni ottenne la sala della scuola comunale a sua disposizione. Nei giorni festivi i giovani del paese si fermavano a fare solennemente la Via Crucis, e poi nella sala incominciavano i trattenimenti con la lettura di un libro di devozione, e ascoltavano i racconti di Giovanni. Egli poi li divertiva con i giochi e con la sua allegra inventiva. Era un primo inizio di oratorio festivo. -
Il santuario della Consolata - DB1-178
Don Bosco sta per morire! La notizia si sparse come un fulmine tra i sacerdoti suoi amici e i giovani. In quei giorni si vide quanto fosse amato. La chiesa della Consolata divenne meta di un ininterrotto pellegrinaggio di giovani che si alternavano per chiedere alla Vergine la salvezza del loro grande benefattore. -
Il secondo collegio a Lonzo (1864) - DB3-003
Nel 1864 fu aperto il Collegio di Lanzo. Don Bosco vi mandò come direttore don Domenico Ruffino, 24 anni, e sette chierici. La povertà e lo squallore furono i primi compagni. Un locale nudo, alcune muraglie rovinate — scrisse il chierico Sala —. Non c'erano sedie né tavole. Preparammo il rancio e lo mangiammo sopra una porta scardinata messa sopra due cavalietti. Le finestre senza vetri furono tappate con asciugamani. Dormimmo nella paglia. Tre anni dopo, il collegio era fiorente. -
Il sepolcro del beato Don Rua - DB2-091
A destra, nella cappella delle reliquie, è la tomba del beato Michele Rua, uno dei primissimi ragazzi di Don Bosco e suo successore alla testa della Congregazione Salesiana per 22 anni. -
Il soffitto della stanza di mamma Margherita - DB3-157
E non sono certo questi bassi soffitti a far pensare ad orizzonti sconfinati. Mamma Margherita, alla fine della sua dura giornata, non aveva molto spazio da fissare, pensando ai problemi della sua famiglia. Aveva solo una fede sconfinata. -
Il sogno della zattera - DB2-105
Nella facciata interna del Santuario, due grandi quadri del pittore Mario Barberis ricordano due sogni drammatici di Don Bosco. Nel primo durante una terrìbile tempesta, parve a Don Bosco di portare a salvezza molti giovani su una modesta zattera. -
Il sogno delle due colonne - DB2-106
L'altro sogno è ricordato come Le due colonne in mezzo al mare, e fu raccontato da Don Bosco il 30 maggio 1862. Durante una violenta guerra che i nemici di Dio fanno alla Chiesa e al Papa, il romano pontefice guida la nave della Chiesa ad ancorarsi tra due robuste colonne, sormontate dall'Eucaristia e dalla statua della Madonna. -
Il solaio della casa - DB3-172
Don Bosco contribuì alle spese per il miglioramento abitativo del solaio, che fu alzato e fornito di abbaini per la ventilazione. Mentre agli inizi i ragazzi dormivano sul pa-jùn, imbottito di foglie secche, in seguito trovarono più comodo servirsi del fienile, scavando nel fieno delle nicchie calde e morbide. -
Il suo passaporto - DB2-058
Questo è un antico passaporto di Don Bosco, datato 1850. Era stato invitato in una parrocchia di Milano. La Lombardia, in quel tempo, era dominio austriaco, e Don Bosco dovette munirsi di passaporto. Vi sono elencati i suoi connotati: età anni 35, statura once 38, capelli castani scuri, fronte media, sopracciglia castane, occhi idem, faccia ovale, carnagione bruna, condizione maestro elementare. -
Il teatro, mezzo di educazione - DB2-132
Le feste dell'Oratorio erano rallegrate da splendide recite. Egli stesso scrìsse soggetti teatrali. (La diapositiva ne presenta tre, accanto a un programma teatrale). In un articolo del regolamento, ricordò che lo scopo del teatro non è soltanto divertire, ma educare e istruire i giovani. -
Il Tempio - DB3-192
Il tempio di Don Bosco è la traduzione architettonica di quel capovolgimento di valori, annunciato nel Vangelo, per effetto del quale sono i poveri ad essere i protagonisti del Regno. Solo ad essi, infatti, appartiene quella totale disponibilità alla grazia che li rende docili strumenti e umili servitori della Parola. -
Il Tempio e l'Istituto fra i vigneti - DB3-196
Ma anche gli adulti — genitori ed educatori, prima di tutto — possono trovare qui proposte precise alle domande di sempre. La delusione e l'amarezza che spesso accompagnano il loro rapporto con i giovani possono trasformarsi in serene certezze quando si propone loro un modello di vita autenticamente umana e genuinamente cristiana. Don Bosco insegna. -
Il testamento di Francesco - DB3-148
Il testamento di Francesco Luigi Bosco, dettato al notaio Carlo Giuseppe Montalenti, di cui si conserva l'originale, così inizia: L'anno del Signore 1817, alli otto di maggio, ore cinque pomeridiane in casa del signor Biglione, abitata dall'infrascritto testatore ... Ha reso il presente suo testamento.... Ma il documento più toccante sulla morte del papà è stato scritto, nelle Memorie dell'Oratorio, dallo stesso Don Bosco: Il primo fatto della vita di cui tengo memoria è che tutti uscivano dalla camera del defunto e io voleva invece assolutamente rimanere. — Vieni, Giovanni, vieni meco, ripeteva piangendo mia madre. — Se non viene papà, non ci voglio andare, risposi. — Vieni invece: tu non hai più padre. -
Il torrente Tepice, luogo della sfida al salto - DB1-118
Il saltimbanco propose un'altra sfida: saltare da una sponda all'altra del torrente Tepice. La posta in gioco fu raddoppiata: 40 lire. Il vincitore fu ancora Giovanni, che con una piroetta superò il muricciolo a cui era arrivato il suo avversario. Perduta poi anche la sfida con la bacchetta magica, il povero uomo rischiò il tutto per tutto con una quarta e ultima sfida: raggiungere il punto più alto di un olmo che fiancheggiava la strada. Giovanni accettò e la vinse, perché dopo aver raggiunto e superato il punto del suo avversario, proiettò ancora i piedi all'in-sù, suscitando grandissimi applausi. Mossi infine a compassione perché il saltimbanco aveva perduto tutto il suo capitale, Giovanni e i suoi amici decisero di restituirglielo, purché pagasse un buon pranzo che consumarono all'albergo del Muletto situato sulla piazza d'Armi (cf MB 1, 313). -
Il volto della Mazzarello - DB3-053
Il cuore nascosto dell'Istituto che cresce continuamente è una donna umile, dal volto contadino, ricca di finezza e di forza, di dolcezza e di determinazione. -
ILHA DE SAÕ NICOLAU (Capo Verde - CV)
nella diocesi di Cabo Verde; attività al 2025: ND -
Immagini di M. Ausiliatrice con giaculatoria - DB2-173
19 dicembre 1887. Le forze cominciano ad abbandonare Don Bosco. Il segretario lo prega di scrivere qualche parola su alcune immagini della Madonna che manderà ai Cooperatori. Don Bosco risponde: Volentieri. È un gesto che ha compiuto per tutta la vita. La prima frase che scrìve è: O Maria, otteneteci da Gesù la sanità del corpo, se essa è bene per l'anima, ma assicurateci la salvezza eterna. -
IMPHAL - Chingmeirong (India - IN)
nella diocesi di Imphal; attività al 2025: Oratorio festivo; Scuola serale; Scuola elementare e media; Scuola superiore; Pensionato studenti; Ospizio; Centro exallievi; Cappellanie; Centro cooperatori; Parrocchia con stazioni missionarie -
IMPHAL - Lamphel (India - IN)
nella diocesi di Imphal; attività al 2025: Animazione giovanile; Scuola media; Parrocchia; Evangelizzazione -
IMPHAL - Langjing (India - IN)
nella diocesi di Imphal; attività al 2025: ND -
IMPHAL - Nirmalabas - M. Imm. (India - IN)
nella diocesi di Dibrugarh; attività al 2025: ND -
IMPHAL - Noviziato (India - IN)
nella diocesi di Kohima; attività al 2025: ND -
In Ecuador è fiorito un palo (Oratorio a Quito) - DB3-024
Tre giorni prima della morte di Don Bosco, il 28 gennaio 1888, i missionari salesiani raggiunsero l'Ecuador. Dopo un inizio stentato, quella missione divenne fiorente. Al di qua della Cordigliera si aprirono centri vastissimi per i ragazzi del popolo. Al di là, i Salesiani raggiunsero in piena selva gli indios Shuar, e ne divennero gli strenui difensori. -
In Spagna, a Utrera e a Barcellona Sarda (1881) - DB3-011
Nel 1881, dopo un burrascoso viaggio per mare, i Salesiani sbarcarono anche in Spagna. A Utrera, sul Mediterraneo, furono accolti con molta simpatia, specialmente dai ragazzi. Una nobildonna di Barcellona, Dorotea da Chopitea, pensava da tempo di fondare un'opera per i ragazzi della strada. Conobbe i Salesiani di Utrera e di Marsiglia e scrisse a Don Bosco. A Sarrià i Salesiani si stabilirono chiamati dalla nobildonna spagnola. I ragazzi della strada e i Salesiani che se ne presero cura trovarono in donna Dorotea da Chopitea una mamma forte e delicatissima. -
Inaugurazione del Tempio 1 ° maggio 1984 - DB3-198
Il 1° maggio 1984, nel cinquantesimo anniversario della canonizzazione, il tempio di Don Bosco è stato consacrato. Il futuro del Colle Don Bosco è tutto contenuto nelle sue premesse. Se il piccolo seme ha già dato frutti così importanti, tanti altri ne può ancora dare. Basta che tutti i sognatori del mondo si impegnino a raccogliere nel loro prato quanta più gente è possibile e raccontino a tutti le grandi cose che Dio ha operato, e sono meraviglia ai nostri occhi. E poi diano inizio alla gioia. -
INGERSLEY - S.D. Savio (Gran Bretagna - GB)
nella diocesi di Shrewsburry; attività al 2025: ND -
Ingresso all'Oratorio - DB2-122
Chi entrò nell'Oratorio tra il 1868 e il 1910, ebbe davanti questo scenario. Chi voleva raggiungere le camerette di Don Bosco, percorreva questo passaggio, tra la basilica e il margine del cortile dei giovani artigiani. -
Ingresso alla sacrestia dalla chiesa - DB1-156
La domenica seguente Bartolomeo Garelli tornò con sei amici (cf MB 2, 75). Da allora, ogni domenica crebbe il numero dei giovani che da questo ingresso entravano nella sacrestia di San Francesco d'Assisi. Li attirava la bontà di quel prete il cui nome già diventava familiare tra gli apprendisti, i giovani abbandonati della citta, e anche tra gli imprenditori (cf MB 2, 76s; 91-94). -
INHARRIME (Mozambico - MZ)
nella diocesi di Inhambane; attività al 2025: Prenoviziato; Oratorio; Aspirantato; Istituto Professionale -
INNSBRUCK (Austria - AT)
nella diocesi di Innsbruck; attività al 2025: ND -
Interno del cimitero di San Pietro in Vincoli - DB1-164
Là c'era una chiesa, un ampio cortile con porticato e un cappellano disposto ad accoglierli. Il 25 maggio 1845 ci fu un trasloco assai movimentato, ma la sosta fu di un solo giorno. La chiassossità dei giovani irritò la perpetua del cappellano, e furono cacciati. L'Oratorio dovette cercarsi un altro ambiente (cf MB 2, 287-294). -
Interno del santuario: veduta generale - DB2-076
Chi entra per la prima volta nel Santuario, è avvolto da una atmosfera di raccoglimento: si sente immediatamente attratto dal grande quadro che campeggia nella parete di fondo. Don Bosco lo pensò nei primi mesi del 1865. Ne affidò l'esecuzione al pittore Lorenzone. -
Interno del Tempio - DB3-193
Il Tempio è costituito da due chiese sovrapposte, dominate da una cupola imponente, la cui guglia si slancia nel cielo fino a 80 metri di altezza. La chiesa superiore è dominata da un Cristo maestoso. La perfezione di questo modello di umanità è l'obiettivo massimo che Don Bosco ha posto al suo sistema educativo. -
Interno della basilica - DB2-065
Il Santuario dì Valdocco diventava centro d'irradiazione della devozione alla Madonna in scala sempre più vasta: santuario locale e santuario mondiale. I Salesiani che partivano per le Missioni avevano il ricordo indimenticabile del Crocifìsso ricevuto ai piedi di Maria Ausiliatrice, e trapiantavano il nome e la devozione all'Ausiliatrice in tutto il mondo. -
Interno della chiesa di Morialdo - DB1-060
Nella sua povertà e semplicità, essa vanta grandissimi privilegi che non ebbero cattedrali illustri e artistiche. Vennero a pregare e la frequentarono tre grandi santi: il Cafasso, il Savio e Don Bosco. Nei quasi 11 anni che il Savio abitò a Morialdo, qui veniva a pregare e a servire la Messa al Cappellano dell'umile chiesetta. -
Interno della chiesa oggi - DB2-022
In questa chiesa, oggi rinnovata e arricchita di marmi, dissero la loro Prima Messa il beato Michele Rua, il 30 luglio 1860, il primo missionario salesiano Don Cagliero e Don Francesia il 15 luglio 1862. Vennero pure a pregare Michele Magone e Francesco Besucco, due ragazzi che rinnovarono nell'Oratorio la bontà di Domenico Savio. -
Interno della chiesa parrocchiale - DB1-094
La chiesa parrocchiale di Castelnuovo fu sempre cara a Giovanni. La sentiva come la sua chiesa. In essa partecipò da piccolo alla Messa festiva in compagnia della mamma, e il 26 marzo 1826, giorno di Pasqua, fece la sua prima Comunione (cf MB 1, 173-174). -
INTRA (Italia - IT)
nella diocesi di Novara; attività al 2025: ND -
IPIRANGA - Asilo e Collegio M.A. (Brasile - BR)
nella diocesi di São Paulo; attività al 2025: ND -
IPSWICH (Stati Uniti - US)
nella diocesi di Boston; attività al 2025: ND -
IQUIQUE (Cile - CL)
nella diocesi di Iquique; attività al 2025: Centro giovanile; Scuole elementari, ginnasiali e liceali per esterni; Scuole professionali; Cappellanie; Santuario «Sagrado Corazón»; Parrocchia Nuestra Señora de la Paz (Alto Hospicio) -
IRAPUATO - CEJUSA (Messico - MX)
nella diocesi di Irapuato; attività al 2025: Oratorio festivo; Centro giovanile; Centro di spiritualità; Chiesa pubblica -
IRAPUATO - Prenoviciado (Messico - MX)
nella diocesi di Irapuato; attività al 2025: Prenoviziato; Aspirantato; Casa di cura e riposo per salesiani -
IRINGA (Tanzania - TZ)
nella diocesi di Iringa; attività al 2025: Oratorio quotidiano; Scuola professionale; Parrocchia -
IRINJALAKUDA (India - IN)
nella diocesi di Irinjalakuda; attività al 2025: Oratorio; Scuola ginnasiale; Scuola elementare e media; Chiesa pubblica; Opera assistenziale -
ISEO - Oratorio Don Bosco (Italia - IT)
nella diocesi di Brescia; attività al 2025: ND -
ISERNIA - Conv. Regina Pacis (Italia - IT)
nella diocesi di Isernia; attività al 2025: ND -
ISIDRO CASANOVA (Argentina - AR)
nella diocesi di Gregorio de Larerrere; attività al 2025: Oratorio festivo; Centro addestramento al lavoro; Centro per giovani in difficoltà; Comunità di base; Parrocchia; Cappellanie - Attività pastorali; Exploradores -
ISMAILIA (Egitto - EG)
nella diocesi di NaN; attività al 2025: ND -
ISPICA (Italia - IT)
nella diocesi di Noto; attività al 2025: ND





































