nella diocesi di Gambela; attività al 2025: Oratorio; Centro giovanile; Scuola elementare, media e superiore; Scuola professionale; Ostello; Stazioni missionarie
nella diocesi di Tura; attività al 2025: Scuola primaria; Scuola media; Scuola superiore; Ostello; Parrocchia; Chiesa pubblica; Scuola secondaria superiore
Una delle più grandiose cerimonie che la storia della Chiesa ricordi la Canonizzazione di D. Bosco eroe della santità. L'ultimo tra gli avvenimenti dell'Anno Santo ha richiamato in San Pietro 300.000 fedelida ogni parte del mondo Il Principe di Piemonte acclamato nel Tempio Le vibranti accoglienze al Pontefice al suo fastoso ingresso nella Basilica Il rito solenne della santificazione Il Santo Padre illustra la vita e l'opera gigantesca del Fondatore dei Salesiani (L'antesignano della Conciliazione Genti d'ogni razza e paese La più grande opera del secolo XIX Spettacolo unico al mondo Le turbe dei fedeli in San Pietro Impaziente attesa Re, Principi e Ambasciatori Umberto di Savoia con S. E. De Vecchi Lo splendente corteo papale L'inizio del grandioso rito Il solenne momento della canonizzazione L'omelia del Sommo Pontefice Il rito delle oblazioni La benedizione alle truppe italiane W. il Papa, W. Savoia Il suono di tutte le campane La benedizione Urbi et Orbi. L'apoteosi dell'italianissimo Santo e l'indimenticabile acclamazione al Sommo Pontefice benedicente. (Piero Pasotti)
L'apoteosi a Torino di D. Bosco Santo (Fotocronaca e art. sulla cerimonia). Trecentomila fedeli alle cerimonie e alla spettacolosa processione - La presenza del Duca di Bergamo e della Principessa Maria Adelaide - Il Governo rappresentato da S. E. il Conte De Vecchi di Val Cismon - La benedizione papale impartita da S. E. il Cardinale Fossati (L'affluire della folla Prelati e Ambasciatori La Messa pontificale In attesa sotto la pioggia). Il fastoso e mistico corteo (Gioventù fascista applaudiata L'attesa in piazza del Duomo La solenne benedizione Sfarzo di luci alla sera Esodo di pellegrini).
Il Santo dei birichini. La canonizzazione di Don Bosco Padre degli orfani Eroe della carità (b. b.) Il Capitolo superiore dei Salesiani è partito oggi per Roma
Il Papa chiude la Porta Santa concludendo il ciclo del Giubileo L'Ambasciatore De Vecchi esalta in Campidoglio la figura di San Giovanni Bosco La solenne celebrazione alla presenza del Duce (Il pastore di greggi Stato e Chiesa L'impero del Santo).
nella diocesi di Pondy - Cuddalore; attività al 2025: Centro di studi serali; Scuola primaria; Scuola secondaria; Scuola superiore; Centro Mariano; Internato per ragazzi; Internato per ragazze; Centro Sociale; Parrocchia; Casa dei ragazzi
nella diocesi di Piazza Armerina; attività al 2025: ADMA; Oratorio e Centro giovanile; Parrocchia; Centro cooperatori; Unione exallievi; Famiglie Don Bosco
La passeggiata più lunga si effettuò nel 1864. Fu anche l'ultima: Don Bosco era ormai sempre più assorbito dal suo lavoro per poter continuare questa originale esperienza. A Genova, raggiunta in ferrovia, i ragazzi di Valdocco videro per la prima volta il mare. La visita al capoluogo ligure occupò tre intere giornate. Visitarono il porto, il faro, il celebre palazzo Doria e la famosa villa Pallavicini a Pegli.
nella diocesi di Genova; attività al 2025: Sala della comunità; Oratorio e Centro giovanile; Scuola primaria; Scuola secondaria di 1° grado paritaria; Centro di formazione professionale; Cappellanie; Centro diurno "Casa Don Bosco"; Sede regionale CNOS-FAP Regione Liguria; Parrocchia S. Giov. Bosco e S. Gaetano; Collegio Universitario Salesiano
nella diocesi di Gerusalemme; attività al 2025: Studentato Teologico Internazionale Sezione inglese della Facoltà Teologica dell’UPS; Apostolato immigrati; Cappellanie
Fin dall'inizio i primi ragazzi di cui Don Bosco si occupò erano giovani operai o apprendisti o semplicemente immigrati delle campagne in cerca di lavoro. Procurava loro un padrone e, appena potè, li ospitò nell'Oratorio, nei laboratori aperti da lui.
GIUSEPPE FERAZZINO Giovanni Bosco a Chieri con Debernardi - Bertinetti - Originale, all'albumina (cloruro d'argento) montata su cartoncino bianco, cm 16,5 x 11 impreziosito da elegante filetto ad inchiostro rosso lungo il perimetro del cartoncino. Sullo spazio bianco, lasciato libero alla destra della foto, si legge la scritta a stampa, in caratteri rossi: Ritratto Gabinetto. Le due parole sono separate fra loro dal disegno di una tavolozza di pittore con pennelli, allusione alla qualifica di pittore-artista che si attribuivano i fotografi. Di mano anonima la scritta a matita “Don Bosco”, che, correttamente, si è voluto conservare.
E i Moglia non se ne dovettero pentire. Ma chi dava tanta forza a quel ragazzo che nella quotidiana fatica dei campi teneva testa ai vigorosi giovanotti e alle espertissime persone anziane? I nuovi padroni se ne renderanno conto a poco a poco: c'era un sogno verso il quale egli orientava tutte le sue forze.
I vigneti insieme alla stalla, erano la più importante fonte di risorse della cascina. Perciò la viticoltura costituiva la parte preponderante del faticoso lavoro agrìcolo. A febbraio bisognava potare i tralci improduttivi, zappare o vangare i filari per tenerli sgombri da erbacce; a giugno cimare i pampini infruttiferi, irrorare i tralci, dare lo zolfo. Una ricchezza tanto importante doveva anche essere custodita. Così Giovanni si trovò a compiere questo servizio nei vigneti lavorati dal fratello Giuseppe e dall'amico Turco. Divenuto prete, Don Bosco dirà un po' scherzosamente: I miei studi li ho fatti nella vigna di Giuseppe Turco, alla Renenta (MB 1, 424).
Il fienile che vediamo in alto ricorda l'episodio dell'Angelus. In una giornata estiva, Giuseppe Moglia se ne tornava a casa dai campi sul mezzogiorno, con la zappa in spalla, tutto sudato. In lontananza una campana invitava alla recita dell'Angelus. Alzando lo sguardo vide Giovanni che, rientrato poco prima, in ginocchio recitava la preghiera. Guarda là — esclamò ridendo —; noi padroni ci logoriamo la vita a lavorare e lui se ne sta tranquillo a pregare!. Giovanni, terminata la preghiera, rispettosamente rispose: Voi sapete che io non mi sono mai risparmiato sul lavoro; è vero però che io ho guadagnato più a pregare che voi a lavorare (ci MB 1, 197).
Nella sacrestia del Santuario sono raffigurati, in grandi quadri del pittore Crida, gli episodi principali della vita di Don Bosco. Qui è raffigurato Giovannino che, in un fienile, intrattiene i suoi amici con racconti e con brillanti lezioni di catechismo.
nella diocesi di Girona; attività al 2025: MJS (Movimiento Juvenil Salesiano); ADMA; Oratorio e Centro giovanile; Centro addestramento al lavoro; Piattaforma sociale; Centro exallievi; Parrocchia; Servizi pastorali; Soggiorno - colonia estiva; Club sportivo