La strada che da Crea, attraverso Ozzano, conduce a Casale, era in quella stagione percorsa da decine di carri, carichi di uva e di mattoni. I ragazzi furono costretti a camminare per tre ore in un polverone che mozzava il respiro, e così giunsero tardi a Casale, dove però monsignor Calabiana era ancora alzato per attenderli. Un grande amico di Don Bosco, che in quella occasione mise a disposizione dei ragazzi dell'Oratorio il Seminario.
nella diocesi di Casale Monferrato; attività al 2025: Oratorio e Centro giovanile; Comunità alloggio per minori; Comunità accoglienza minori stranieri; Parrocchia
A Casale si fermarono il 10,11 e 12 ottobre. Monsignor Calabiana li portò a visitare i restauri del Duomo dedicato asant'Evasio, di stile romanico lombardo. Pregarono nella magnifica chiesa di san Filippo, e alla sera offrirono al vescovo e alla cittadinanza musica, canti e teatro. D Cagliero fece eseguire per la prima volta la sua romanza L'orfanello.
I Bosco, oriundi di Chieri, emigrarono prima a Castelnuovo, poi si stabilirono nella zona dei Becchi come mezzadri nella cascina dei conti Biglione di Chieri. Vi lavorarono per oltre 24 anni, dal 1793 al 1817. Vi chiusero la loro esistenza Filippo Antonio e suo figlio Francesco, padre di Don Bosco, colpito da polmonite a soli 34 anni. Giovannino aveva allora due anni. Nel testamento di Francesco, recentemente scoperto, è detto chiaramente che egli e tutta la sua famiglia dimoravano ancora in casa Biglione. La cascina Biglione, fu demolita per l'erezione del tempio in onore di san Giovanni Bosco, prima che si sapesse di questa sua importanza.
Attorno al 1820-1830 ci fu una gravissima crisi economica in tutto l'Astigiano. Le ristrettezze acuivano di più l'opposizione di Antonio a che Giovanni studiasse (ci MB 1, 96; 180; 184; 188...). Per amor di pace mamma Margherita, nell'autunno del 1827, mandò Giovanni a Serra di Buttigliera, presso suoi conoscenti alla cascina Campora (cf MB 1,192). Ma la sua presenza, più che essere di utilità, creava disagio tra il personale della cascina, poiché il lavoro e il pane scarseggiavano anche per loro. Così Giovanni se ne tornò dalla mamma dopo breve permanenza (cf MB 1, 192).
Un angolo del paese conserva tuttora le caratteristiche del tempo di Don Bosco e del Cafasso. Qui viveva un certo numero di famiglie benestanti del paese i cui figli, in un primo tempo, deridevano Giovannino per i suoi abiti poveri e dimessi (cf MB 1, 221).
nella diocesi di Caserta; attività al 2025: Liceo classico; Oratorio e Centro giovanile; Teatro; Cinema; Comunità educativa per minori; Santuario; Cappellanie; Liceo Scientifico e Sportivo; Scuola primaria e secondaria 1° grado
nella diocesi di Torino; attività al 2025: Oratorio e Centro giovanile; Fraternità Nazarena, Cenacolo Eucaristico Mariano; Centro di spiritualità, formazione e accoglienza Salesiani, laici e gruppi giovanili; Parrocchia; Cappellanie; Basilica "S. Giovanni Bosco" e luoghi storici delle origini; Museo etnologico missionario; Museo della civiltà contadina dell'800; Casa del ragazzo santo a San Giovanni di Riva presso Chieri, Morialdo e Mondonio; Cura pastorale delle parrocchie di Buttigliera d'Asti, Moriondo T.se, Arignano e Monbello
nella diocesi di Catania; attività al 2025: ADMA; C.A.V. (Centro di aiuto alla Vita) Domenico Savio; Oratorio e Centro giovanile; CFP (settore elettrico, meccanico e ristorazione); Residenza universitaria; Parrocchia; Santuario Sacro Cuore; Cappellanie; Centro cooperatori; Unione exallievi; Comunità per confratelli ammalati; CGS – PGS – TGS
nella diocesi di Catania; attività al 2025: Liceo Scientifico; Liceo classico; ADMA; Oratorio e Centro giovanile; Scuola dell'infanzia paritaria; Scuola secondaria di 1° grado paritaria; Scuola primaria paritaria; Liceo economico sociale; Cappellanie; Chiesa pubblica; Centro cooperatori; Unione exallievi
nella diocesi di Catania; attività al 2025: Centro formazione professionale; Oratorio e Centro giovanile; Parrocchia; Centro cooperatori; Unione exallievi; Comunità giovani