nella diocesi di São Gabriel da Cachoeira; attività al 2025: Oratorio e Centro giovanile; Aspirantato; Appoggio alle missioni; Centro cooperatori; Area Missionaria “Sagrada Família”
nella diocesi di São Miguel Paulista; attività al 2025: Servizi per i giovani; Oratorio; Centro giovanile; Centro di formazione professionale; Parrocchia; Opera sociale
nella diocesi di Mindelo; attività al 2025: Oratorio; Scuola 1°, 2° e 3° ciclo basico; Scuola secondaria; Scuola sociosportiva; Centro di formazione professionale; Comunità di accoglienza vocazionale; Centro exallievi; Parrocchia; Centro cooperatori; Associazione Maria Ausiliatrice; Catechesi nelle scuole pubbliche
nella diocesi di Sarh; attività al 2025: Oratorio; Centro giovanile; Scuola elementare; Giovani in difficoltà; Parrocchia; Servizio pastorale ai villaggi; Assistenza alle carceri; Vicariato Maibo
Date le precarie condizioni, i disagi e i pericoli che sovente incontrava, per interessamento del parroco di Castelnuovo e del Cafasso, nell'ultimo anno dei suoi studi ginnasiali Giovanni lasciò il caffè Pianta e andò a vivere a pensione nella casa del sarto Cumino. I suoi scherzi e i giochi di prestigio lasciarono sovente frastornato il povero sarto, che li attribuiva a interventi diabolici (MB 1, 343-345). Giovanni dormiva in questo seminterrato, ed è molto probabile che questo sia il posto in cui si rinnovò il sogno avuto ai Becchi all'età di nove anni (cf MB 1, 126s; 305).
Se per tutti i contadini dell'epoca la vita era dura, per i Bosco più di qualche volta la povertà rasentò la miseria e la fame bussò alla porta di casa. Margherita Occhiena era però una donna forte e ricca di fantasia: non solo riuscì sempre a venirne fuori, ma si rese anche disponibile a condividere con altri il niente che aveva. Giovanni Bosco crebbe così alla scuola del lavoro, della povertà e della generosità.
nella diocesi di Vicenza; attività al 2025: Doposcuola; Sala della comunità; Oratorio e Centro giovanile; Centro di formazione professionale (elettrico-elettronico, amministrativo commerciale, agro-ambientale); Chiesa pubblica
2 febbraio 1842. È la festa della Purificazione di Maria (allora festa di precetto). Ai suoi primi 25 ragazzi Don Bosco ha insegnato a cantare una semplice lode della Madonna, Lodate Maria. Durante la Messa la gente guarda meravigliata quei 25 barabbotti che cantano bene e con delicatezza. Da quel giorno la musica fu sempre di casa nelle opere di Don Bosco: portava un'allegrìa di paradiso.
Caprìglio fu uno dei primi piccoli centri abitati ad avere una scuola elementare. Il responsabile dell'insegnamento era il sacerdote-maestro Don Lacqua. Giovanni Bosco frequentò questa scuola nei due inverni 1824 e 1825. Il buon maestro Don Lacqua non solo gl'insegnò i primi elementi della scrittura, della lettura e dell'aritmetica, ma prese anche a cuore la sua educazione cristiana (cf MB 1, 98-99).
Questo fotogramma del film Don Bosco può servire ad illustrare le parole che egli scrisse sui primissimi tempi dell'Oratorio: Non potendo avere locali per la scuola, per qualche tempo dovetti farla in cucina o in camera mia; ma gli allievi, fior di monelli, o tutto guastavano o tutto mettevano sottosopra.
Seggiolone della veranda e foto dì Don Bosco morto La sua salma fu rivestita degli abiti sacerdotali e adagiata su questo seggiolone. I suoi giovani e migliaia di persone sfilarono per dargli l'ultimo saluto, pregando e piangendo.
nella diocesi di Seoul; attività al 2025: Istituto di pastorale giovanile; Centro comunicazione sociale; Sede ispettoriale; Istituto di spiritualità giovanile; Federazione Coreana delle Scuole Cattoliche; Centro Volontariato Internazionale; MGS; Centro di informazione e cultura; Pastorale dei rifugiati nordcoreani
nella diocesi di Seoul; attività al 2025: Prenoviziato; Comunità di studenti di teologia; Oratorio; Pastorale giovanile per i carcerati; Centro di protezione e cura per i giovani; MGS