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Don Bosco di S. Benigno
Enrico Benzoni - Don Bosco di S - Benigno - 1886 - Olio su tela cm 44 x 59, ovale - S - Benigno Canavese (TO), Istituto Salesiano - Derivato dalla fotografia n - 18 di G - Sartori. -
Don Bosco di san Benigno (quadro di Enrico Benzoni, 1886) - DB3-132
Nell'Istituto Salesiano di san Benigno Canavese si trova esposto questo quadro in formato ovale, firmato da Enrico Benzoni e datato 1886. Benzoni era artista bresciano che, avendo già abbozzato un ritratto di Don Bosco, riuscì ad ottenere da lui qualche momento di posa per la rifinitura del dipinto. Il quadro è stato lasciato ai Salesiani di San Benigno, come copertura della retta del figlio del pittore. -
Don Bosco di Varazze (quadro, 1871) - DB3-131
Don Bosco è stato il soggetto per diversi pittori che si sono cimentati con la sua immagine. Il primo fu un oscuro artista di Varazze. Il suo quadro rivela più stima e affetto per il personaggio che perizia. A Varazze Don Bosco era caduto ammalato, all'inizio dell'anno scolastico 1870-1871. La gravità del male per molti giorni fece temere il peggio. Evidentemente il pittore rimase impressionato da Don Bosco convalescente e conservò nel ritratto i segni ancora visibili della malattia, appena superata. -
Don Bosco dopo la malattia di Varazze
Anonimo - Don Bosco dopo la malattia di Varazze - 1871 - Olio su cartone cm 40 x 54 - Varazze (SV), Casa Salesiana di cura e riposo - A tergo reca incollato un biglietto con la scritta originale: «Don Bosco Giovanni - Anno 1871 - in memoria della sua g -
Don Bosco e Bartolomeo Garelli (particolare) - DB2-098
Molto ammirata, nel quadro del Crida, la figura di Bartolomeo, il ragazzo che guarda Don Bosco come estasiato, e gli sorride, contento per le parole buone che gli sono state rivolte. -
Don Bosco e il suo ambiente Dai Becchi a Valdocco 1 - DB1-001
Don Bosco e il suo ambiente: Titolo -
Don Bosco e il suo ambiente: Da Valdocco al mondo intero - DB3-001
Don Bosco e il suo ambiente: Da Valdocco al mondo intero -
Don Bosco e il suo ambiente: Tutto Valdocco - DB2-001
Don Bosco e il suo ambiente: Tutto Valdocco -
Don Bosco e mamma Margherita arrivano a Valdocco - DB2-096
Il quadro rappresenta il momento dell'arrivo di Don Bosco e di mamma Margherita presso la casa Pinardi, dopo la malattia e la convalescenza del 1846. Don Bosco indica il terreno che sta davanti alla casa, e col gesto sembra dire: Ecco, mamma, il campo del nostro lavoro. -
Don Bosco fra i suoi giovani
FRANCESCO SERRA - Don Bosco tra i suoi giovani - Torino 1861 - Fotomontaggio, , cm 8,4 x 13,2 - Roma, ASC. -
Don Bosco fra i suoi giovani (Francesco Serra, Torino, 1861) - DB3-118
Qui vediamo Don Bosco fotografato fra i suoi giovani. Siamo nel 1861 e l'incarico è stato affidato a Francesco Serra, exallievo dell'Oratorio. Curioso l'effetto di mezzobusto, che la corona dei ragazzi crea. Don Bosco appare orgoglioso di essi ed esprime una gioia pacata e serena. -
Don Bosco in camera a Sarrià (figura intera)
RAIMUNDO FAGES BUXÓ - Don Bosco in camera a Sarrià (figura intera) - Barcellona 1886 - Originale, stampa al bromuro d’argento, cm 7,7 x 10,2, incollata su cartoncino grigio pallido, cm 8,2 x 10,5, che porta sul retro incollata etichetta in carta bianca, cm 7,5 x 4,5, con la pubblicità del fotografo e più sotto il timbro dell’UCSS col N. 66360. - Roma, ASC. -
Don Bosco in camera a Sarrià (mezzo busto)
RAIMUNDO FAGES BUXÓ - Don Bosco in camera a Sarrià (mezzo busto) - Barcellona 1886 - Originale, stampa al bromuro d’argento, cm 7 x 10, incollata su cartoncino grigio pallido della stessa misura recante sul retro incollata una etichetta incarta bianca, cm 7 x 4,5, con la pubblicità del fotografo e più sotto il timbro dell’UCSS col N. 7026, Class. II 1. - Roma, ASC. -
Don Bosco in ginocchio
MICHELE SCHEMBOCHE - Don Bosco in ginocchio. - Torino 1880. - Originale, stampa al bromuro d’argento, cm 10,4 x 15,4, montata su cartoncino porta- ritratto di colore bruno, recante in basso al centro la stampiglia in oro «Fotografia Schemboche - Cav. G. Alifredi succ. - Torino, Piazza Castello 23». Sul retro in alto reca la scritta a penna: «Fotografia del ven. D. Bosco 22 giugno 1880» contornata da un riquadro bianco. - Roma, AFC. - Ibi, O, stampa all’albumina, cm 9,5 x 13,4, montata su cartoncino bianco listato in rosso, cm 11 x 16,7; - R/O, stampa all’albumina, cm 8 x 12,5, montata su cartoncino bianco listato in rosso, cm 10,6 x 16,4; sul fondo della foto si legge la scritta «Maria Auxilium Cristianorum ora prò nobis. Abbé J. Bosco». -
Don Bosco in ginocchio (Schemboche, 1880) - DB3-103
In questa variante, Don Bosco è messo di profilo e in ginocchio. È una delle foto più sfruttate, per quel volto così spontaneo e per quei lineamenti così ben definiti e naturali. -
Don Bosco in lettura
GIUSEPPE DELLA VALLE - Don Bosco in lettura. - Roma 1869? - Originale, stampa all’albumina cm 9,7 x 13,3 montata su cartoncino bianco, cm 10,8 x 16,8, recante in basso a stampa la pubblicità del fotografo «Portrait - Album - Della Valle 67, Via Della Croce - Photographe Rome». Sul retro in alto il numero «7451 6/9» e il timbro «Negativo». - Roma, ASC. -
Don Bosco in lettura (Foto Della Valle, Roma 1869) - DB3-094
Qualche anno dopo, (1869) sempre a Roma, tocca al fotografo DeUa Valle ritrarre il Santo. La posa è classica ed esprime austerità. Le indicazioni della regia devono aver convinto poco Don Bosco, che così risulta impacciato e per niente spontaneo. -
Don Bosco in mezzo ai ragazzi dell'Oratorio - DB2-099
Don Bosco è raffigurato proprio a Valdocco in mezzo ai ragazzi che Io guardano con affetto e venerazione. La figura di Don Bosco — scrive Fedele Giraudi — è una delle più somiglianti, avendo il pittore riprodotto a perfezione quella tanto popolare del pittore Rollini, che si conserva nel piccolo museo presso le camerette del Santo. -
Don Bosco in piedi
MICHELE SCHEMBOCHE - Don Bosco in piedi - Torino 1880. - Originale, stampa al bromuro d’argento, cm 10 x 14,5, montata su cartoncino marron recante in basso a destra il marchietto in oro «Schemboche di G. Alifredi - Torino - Piazza Castello 23». - Torino, Archivio fotografico SEI, 1988. -
Don Bosco in piedi (Michele Schemboche, 1880) - DB3-102
Al torinese Schemboche si deve un'altra serie di foto, in cui, a detta di chi lo ha conosciuto, Don Bosco è somigliantissimo. Qui la ricercatezza dell'inquadratura è sottolineata da quella colonna, e dal drappeggio elegante della veste. Di veramente suo Don Bosco ci ha messo solo le scarpe, tutte sformate. Per il resto ha lasciato fare. Siamo nel 1880. -
Don Bosco in poltrona
MICHELE SCHEMBOCHE - Don Bosco in poltrona - Torino 1880 - Riproduzione da originale, stampa al bromuro d’argento, cm 10 x 15, ottenuta da negativo in vetro, cm 13x18 trovato in ASC degli anni ’20 c - Roma, ASC. -
Don Bosco in poltrona (frontale, Schemboche, 1880) - DB3-104
Nella terza posa, dello Schemboche, Don Bosco appare imponente, e seduto su una poltrona. Questa è la foto ufficiale della beatificazione, coerente con lo stile del tempo ma molto lontana dal rendere l'affabilità, la mitezza e il sorrìso di Don Bosco. -
Don Bosco in poltrona con Crocifisso e Madonna (Giuseppe Sartori, 1878) - DB3-100
Questa posa è del 1878. Si vuole mettere in risalto il ruolo sacerdotale di Don Bosco, mediante la presenza di una precisa simbologia religiosa: Crocifisso, statua della Madonna, berretta. Il risultato è piuttosto statico e di maniera. -
Don Bosco in poltrona, con Crocefisso e Madonna
GIUSEPPE SARTORI (Fotografia Unione) - Don Bosco in poltrona con crocifisso e Madonna - Torino 1878 - Originale, stampa all’albumina, cm 5,7 x 9,4, montata su cartoncino bianco avorio, cm 6,5 x 10,5,che porta sul retro a penna la data «Anno 1878» e il timbro dell’UCSS con il n. 66356. - Roma ASC. - Altra copia uguale si trova a Mogliano V.to (Treviso), Istituto Salesiano «Astori». -
Don Bosco morto (primo piano)
CARLO FELICE DEASTI. - Don Bosco sul letto di morte (primo piano). - Torino 31 gennaio 1888. - Originale, stampa al bromuro d’argento, cm 9,8 x 14, recante sul fondo le scritte a secco «Riproduzione vietata» a sinistra e «Diritto di proprietà» sulla destra, montata su cartoncino portaritratto giallo paglierino, cm 11 x 16,5, filettato in oro con la scritta sul fondo «C. Deasti - Torino» e smussato sull’angolo in basso a destra. Sul retro, color avana, reca in stampa oro la scritta pubblicitaria del Deasti e sul fondo al centro il timbro «Magazzino Somministranze Salesiane - Direzione Torino» coperto dal timbro «Negativo» e più a destra dal N. 707 - 25 L. - Roma, ASC. -
Don Bosco morto adagiato sul seggiolone (Carlo Deasti, 1888) - DB3-128
Don Bosco è morto il 31 gennaio 1888, alle 4 e 45 del mattino. Il fotografo Deasti e il pittore Rollini si incaricano di documentare la triste circostanza. La salma, rivestita dei paramenti sacerdotali, fu adagiata su un seggiolone a braccioli e così preparata per ricevere l'ultimo saluto della Famiglia salesiana e della cittadinanza torinese. -
Don Bosco nella sua camera
ANONIMO - Don Bosco nella sua camera - Torino 1861? - Originale, stampa all’albumina, cm 7 x 5,5 montata su cartoncino bianco, cm 10 x 6,2 arrotondato agli angoli - Roma, ASC -
Don Bosco nella sua camera (Torino, 1861) - DB3-117
Oltre ai ritratti, Don Bosco è stato fotografato in situazioni diverse. Qui è nella sua camera, occupata dal 1853 al 1861: il documento ha una grande importanza storica, perché in questa camera sono entrati personaggi famosi e sono avvenuti episodi determinanti per l'opera salesiana. Qui, soprattutto, i suoi primi figli hanno potuto conoscere la paternità e la bontà di Don Bosco. -
Don Bosco nella villa Marti Codolar (Joaquin Pasqual, Barcellona, 1886) - DB3-126
Spagna, 1886. Durante il suo soggiorno, Don Bosco assieme a tutti i giovani della casa salesiana, fu ospite di Don Luis Pasqual. È il 3 maggio e la splendida villa Marti Codolar per un giorno si trasforma in oratorio. Un avvenimento da ricordare con tanto di gruppo fotografico. n risultato è vivace e spontaneo e Don Bosco è contagiato dall'allegria generale: i suoi 72 anni si vedono tutti ma c'è ancora dell'energia nel suo portamento, accompagnata dalla sua tradizionale dolcezza. -
Don Bosco nella Villa Marti-Codolar
JOAQUIN PASCUAL (Kimm) - Don Bosco nella villa Marti-Codolar. - Barcellona 3 maggio 1886. - Originale, negativo al collodio, stampa al bromuro d’argento, cm 15,7 x 10,1 montata su cartoncino portaritratto giallo paglierino, cm 16,5 x 10,9. Sul retro a stampa in rosso porta un fregio e il nome «J.P. KIMM - Barcellona», in piccolo: «A.L. Paris». In basso a sinistra, a penna, reca il n. 7442 6/9. - Roma, ASC. -
Don Bosco patrono degli editori cattolici
Mario Caffaro Rore - Don Bosco patrono degli editori cattolici - 1941 - Olio su fibra di legno cm 65 x 84 - Torino - Leumann, Editrice L.D.C - Derivato dalla fotografia n - 21 di M - Schemboche. -
Don Bosco per don Caviglia
Mario Caffaro Rore - Don Bosco per don Caviglia - 1940 - Olio su legno cm 32 x 46 - Roma, Casa Generalizia dei Salesiani, ufficio dell'Economo Generale - Derivato dalle fotografie del Luzzati e indicazioni di don Alberto Caviglia. -
Don Bosco portato in trionfo dai giovani (antica illustrazione) - DB2-126
Il clima gioioso e festivo del primo Oratorio fu sempre tale per Don Bosco. Egli ricordava la scena commovente della partenza degli oratoriani, alla sera della domenica: Usciti di chiesa, sei dei più robusti facevano con le loro braccia una specie di sedia, sopra cui era giocoforza che io mi ponessi a sedere... Procedevamo cantando e ridendo fino al rondò... Fattosi profondo silenzio, io potevo augurare a tutti buona sera e buona settimana. -
Don Bosco prega davanti alla Madonna - DB2-169
Don Giovanni Battista Lemoyne, principale biografo di Don Bosco, scrive: Dopo Gesù, il suo tenero amore era per la Madonna, di cui professava una devozione filiale che cercava di inculcare in tutti nelle prediche, in confessione, nei discorsi familiari con una tenerezza che gli faceva trasparire dal volto il sentimento che riempiva il suo cuore (MB 2, 212). -
Don Bosco ritratto con scrìtta (prima del 1870) - DB3-096
Anche questa era una foto pubblicitaria, nel retro della quale Don Bosco scriveva di proprio pugno pensieri religiosi o preghiere. Notevole la vivacità dello sguardo, rara nei ritratti del tempo. -
Don Bosco scrittore
ANONIMO - Don Bosco scrittore - Torino 1865-68. - Riproduzione da originale, stampa all’albumina, cm 9,5 x 14 recante in basso la scritta autografa: «Al pensier di Dio presente /Fà che il labbro, il cuor la mente / di virtù seguan la via / O gran Vergine Maria. / Sac. Gio. Bosco», montata su cartoncino bianco, cm 11 x 16,5, arrotondato agli angoli. - Roma, AFC, tre copie uguali. - Ibi, ulteriore copia, R/O, stampa all’albumina, cm 8,6 x 12,4, sul retro in alto a destra reca la scritta a matita «Foto 4 1884», al centro timbro dell’UCSS - Archivio - N 66374, in basso a sinistra timbro ovale «Bollettino Salesiano Via Cottolengo 32 - Torino - Redazione». -
Don Bosco scrittore (1884) - DB3-110
Don Bosco scrittore. Con questa didascalia, la foto, datata 1884, è stata utilizzata in molte pubblicazioni. L'insieme infatti è gradevole, e Don Bosco pare aver raggiunto una certa disinvoltura con i fotografi dell'epoca. -
Don Bosco scrittore al suo tavolo - DB2-174
Nell'ottobre 1845, Don Bosco pubblica la Storia Ecclesiastica ad uso delle scuole. È il primo dei libri scolastici che scriverà per i suoi ragazzi, strappandoli al sonno, alla luce della lampada a petrolio, appuntandoli in fretta con una scrittura impossibile. Ognuno sarà non un capolavoro, ma un atto di amore per i suoi ragazzi. -
Don Bosco sul letto di morte (posa A)
CARLO FELICE DEASTI. - Don Bosco sul letto di morte (posa A). - Torino 31 gennaio 1888. - Riproduzione da originale, stampa al bromuro d’argento, cm 10 x 14, montata su cartoncino portaritratto, cm 11 x 16,5, recante sul fondo la scritta «Bruner - Trento via Grazioli» e sul retro la pubblicità del fotografo. - Roma, ASC. -
Don Bosco sul letto di morte (posa B)
CARLO FELICE DEASTI. - Don Bosco sul letto di morte (posa B). - Torino 31 gennaio 1888. - Originale, stampa al bromuro d’argento, cm 10 x 14, montata su cartoncino portaritratto giallo chiaro, cm 11 x 16,5, filettato in oro e recante in basso la scritta «C. Deasti - Torino» - Sul retro, color avana, reca in stampa oro la scritta pubblicitaria del Deasti e sul fondo al centro il timbro «Direzione Magazzino Somministranze Salesiane - Via Cottolengo 32 - Torino». -
Don Bosco tra alunni e confratelli a Sarrià
DB tra alunni e confratelli a Sarrià -
Don Bosco visita le suore - DB3-048
L'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice nasce ufficialmente il 5 agosto 1872, nel collegio di Mornese. Trovata la donna forte che serviva alla sua opera, Don Bosco le affida la guida del gruppo. Maria Mazzarello accetta pensando ad un incarico provvisorio e chiede a Don Bosco di mandare in fretta la superiora. -
Don Bosco, mamma Margherita e il cane Grigio (dipinto) - DB2-027
Il Grigio si fece vedere diverse volte a Valdocco. Una sera, non avendo incontrato Don Bosco, andò in refettorio per assicurarsi che egli fosse in casa, andando a fargli festa. Don Bosco tentò più volte di scoprire la provenienza di quel cane, ma non riuscì a niente. Nel 1872, alla baronessa Frascati che l'interrogava, rispose: Dire che sia un angelo, farebbe ridere. Ma neppure si può dire un cane ordinario. -
Don Bosco: il ritratto della pittrice parigina E. Salanson (1883) - DB3-108
Ecco un'altra curiosa elaborazione fotografica. L'originale dovette essere un dipinto realizzato da una pittrice parigina nel 1883, certa E. Salanson, allo scopo di aiutare l'opera salesiana. La bravura della pittrice ha saputo togliere molti anni a Don Bosco e presentarlo, con una certa somiglianza, in versione giovanile. -
Elezione della superiora (Quadro del Crida) - DB3-049
Due anni dopo, Don Bosco deciso ormai a dare alla nuova congregazione una struttura regolare e definitiva, raduna le suore, invoca assieme ad esse lo Spirito Santo e le invita a procedere all'elezione della superiora. Tutti i voti vanno a Maria Domenica Mazzarello, con la totale e soddisfatta approvazione di Don Bosco. -
Entrata della camerata dove Comollo apparve a Giovanni Bosco - DB1-139
In cima a questo scalone, è l'accesso alla camerata che ospitò Giovanni Bosco, Luigi Comollo e altri seminaristi. In essa, verso la mezzanotte del giorno dopo la sepoltura di Comollo, si sentì un rumore spaventoso. La porta si aprì violentemente ed echeggiò scandita questa frase: Bosco, Bosco, sono salvo!. C'era stato un accordo tra i due: il primo che fosse morto sarebbe venuto a comunicare la propria sorte nell'ai di là (cf MB 1, 470-474). Questa apparizione lo turbò a tal punto che si ammalò gravemente. -
Esumazione e ricognizione della salma - DB3-083
Il 16 maggio 1929 la salma di Don Bosco fu riesumata. Autorità religiose e civili, Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice furono presenti in grande numero. Lo stesso sindaco di Torino, Paolo Thaon de Revel, volle rendere omaggio all'illustre concittadino. Il giorno seguente fu fatta la ricognizione medico-legale e i resti mortali di Don Bosco risultarono perfettamente conservati. L'avvenimento mise in moto la simpatia e la venerazione dei moltissimi amici di Don Bosco, che volevano vedere e sapere, e fu difficile far fronte alla ressa che si era creata, per il grande concorso di popolo. -
Ex casa Casalegno, la casa della bilocazione - DB1-146
Un fatto straordinario: una bilocazione di Don Bosco avvenne in questa casa di Chieri in via Giovanni Demaria dove abitava Bernardo Casalegno. Don Lemoyne nel vol. 7 delle Memorie Biografiche a pagina 224 riferisce quanto scrisse Don Bonetti in proposito. All'inizio di luglio del 1862 Don Bosco aveva detto che un suo giovane sarebbe morto; ora Casalegno Bernardo di Chieri, studente a Valdocco, moriva in famiglia venerdì 18 luglio alle ore 14,15, mentre Don Bosco si trovava a Sant'Ignazio sopra Lanzo per gli esercizi. Lo stesso venerdì il Santo riferì ai ragazzi che era stato al letto di Bernardo e lo aveva assistito negli ultimi momenti. Noi a Torino non sapevamo nulla e già Don Bosco comunicava a Don Alasonatti la notizia del decesso. Come aveva fatto a conoscerla? Abbiamo interrogato i ragazzi e abbiamo concluso che era umanamente inspiegabile, date le circostanze del fatto. Noi aggiungiamo che il padre stesso, Cav. Geom. Giuseppe Casalegno, confermò al Sac. Bartolomeo Gaido, come Don Bosco, trovandosi lontano, annunziasse pubblicamente la morte del figlio nel momento stesso che spirava. -
Falciare il fieno - DB1-036
A maggio, poi, veniva la falciatura del fieno nei prati: un lavoro duro e faticoso riservato agli uomini più robusti, ma al quale tutti collaboravano per spandere, voltare e rastrellare il fieno. A quei tempi era molto sentito lo spirito di solidarietà e di collaborazione: i contadini dei vari poderi si aiutavano volentieri gli uni gli altri a falciare, raccogliere e sistemare il fieno in cascina. -
Fine - Dai Becchi a Valdocco Le origini - DB1-180
Dai Becchi a Valdocco Le origini -
Finestra attraverso la quale spararono a Don Bosco - DB2-006
1848. È l'anno frenetico del Risorgimento e della prima Guerra d'Indipendenza. I preti sono odiati come nemici della patria. Un giorno, mentre facevo catechismo — scrisse Don Bosco, — una palla d'archibugio entrò per la finestra e mi strappò la veste tra il braccio e le coste, facendo largo guasto nel muro (MO 205). Una lapide ricorda il fatto drammatico. -
Finestra della camera di Don Bosco al Rifugio - DB1-160
Come alloggio, la Marchesa aveva assegnato a Don Bosco un'ampia stanza al secondo piano del Rifugio che vediamo in questa inquadratura. In mancanza di locali più adatti, i ragazzi, fin da quella prima domenica, si installarono nella sua camera, prendendo posto un po' dappertutto; sul letto, sul tavolino, sul davanzale della finestra, per terra... occupando nelle domeniche seguenti, essendosi aggiunti anche parecchi ragazzi della zona, il corridoio e le scale... Per la Messa li conduceva generalmente alla chiesa della Consolata, e nelle giornate buone, in qualche chiesa più lontana, come al Monte dei Cappuccini, a Sassi, alla Crocetta. Attraversavano le vie della città cantando e pregando, tra la meraviglia dei passanti. Tuttavia, a causa della ristrettezza dei locali, la situazione divenne ben presto inadeguata e Don Bosco decise di recarsi dall'Arcivescovo mons. Franzoni per esporgli i suoi problemi, le difficoltà e l'esigenza di più ampi locali. Il prelato scrisse subito alla marchesa che permise si riducessero a cappella, due spaziose camere dell'ospedaletto. Il nuovo locale, dedicato a San Francesco di Sales, da lui scelto come modello e patrono dell'opera che stava iniziando, venne benedetto da Don Bosco che vi celebrò la prima Messa. Era l'8 dicembre 1844, giorno consacrato all'Immacolata, così caro al suo cuore per l'amore che portava alla Madonna e perché in quel giorno aveva iniziato il suo apostolato a servizio dei giovani (cf MB 2, 250). -
Fioretti della Madonna ai giovani - DB2-172
Il 1° gennaio 1862, alla buona notte, Don Bosco disse ai suoi ragazzi: Che ne direste se la Madonna stessa dicesse a ciascuno di voi una parola per il nuovo anno? Ebbene, la cosa è appunto così. Venite in camera mia, e darò a ciascuno un biglietto. Su un grande quaderno, accanto ai 573 nomi di ragazzi, Don Bosco aveva scritto una frase adatta a ciascuno. A ritirare la parola della Madonna si presentarono in 560. Tredici striscioline sono ancora nel quaderno. -
Foto dei Salesiani dell'Oratorio con Don Bosco (1870) - DB2-141
Questa foto del 1870 ritrae Don Bosco con 18 dei primissimi salesiani. Tra di essi sono alcune colonne fondamentali della Congregazione. In prima fila, da sinistra, sono Don Costamagna, Don Cagliero, Don Durando. Dopo Don Bosco si scorgono Don Lazzero, Don Angelo Savio, i chierici Pellegrini, Barberis e Bertello. -
Foto della povera casetta dei Bosco - DB3-150
Mamma Margherita entra in questa casa con tre figli e con la suocera: un fardello pesante, cui si devono aggiungere i debiti contratti per l'acquisto e la sistemazione. A quei tempi 504 lire di debito sono moltissime. Ciò nonostante la giovane vedova decide di lasciare la mezzadria e di vivere con quel poco di terra ereditata dal marito. -
Foto di Don Bosco che confessa - DB2-158
Scattata nel 1861, questa foto di Don Bosco è tra le più belle ed efficaci, la Confessione fu uno dei suoi apostolati fondamentali. Confessò in tutte le situazioni: in chiesa e per strada, al letto dei malati e a cassetta con i vetturini. Diceva ai suoi preti: Se dovete dire due parole dal pulpito, una ditela sulla Confessione. -
Foto di Don Bosco in Spagna (Raimundo Fages Buxò 1886) - DB3-115
Arrivato in Spagna, Don Bosco fu preso d'assalto ancora una volta dai fotografi. Il Signor Raimundo Fages Buxò, tentando qualche istantanea, è stato tradito dalle condizioni della luce. La foto nella diapositiva, benché ritoccata, non è un grosso risultato se non fosse un documento preciso della sofferenza di Don Bosco in quei giorni: la sua stanchezza doveva essere enorme, se si osservano quegli occhi persi nel vuoto e quella bocca priva di sorriso. -
Foto di Don Bosco tra i giovani - DB2-135
È la foto più bella di Don Bosco. È stata scattata nel 1861, e rappresenta al vivo la realtà di quegli anni: i ragazzi si stringono intorno a Don Bosco, lo sentono loro amico. Egli può scrivere con verità: Io con voi mi trovo bene: è proprio la mia vita stare con voi. -
Fotografia della casa paterna - DB1-016
Tre mesi prima di morire, con atto notarile dell'8 febbraio 1817, Francesco Bosco aveva comperato da Francesco Graglia un fabbricato distante 150 metri dalla cascina Biglione. Questa casa era situata in cantone Cavallo, ed era composta di erotta e stalla a canto, fenera superiore dall'alto in basso, coperta a coppi, in cattivo stato con sito a grano avanti. Morto il marito mamma Margherita continuò ad abitare con la famiglia nella cascina Biglione fino a metà novembre. In quei pochi mesi essa preparò l'abitazione nel modesto edificio acquistato. Dal fienile furono ricavate due stanzette per sistemarvi la famigliuola. -
Fotografia di Don Bosco nella sua seconda stanza - DB2-039
Questa antichissima fotografia ci mostra Don Bosco al suo tavolo di lavoro. Nella semplicità di questa stanza egli scrisse decine di libri per i suoi ragazzi e la gente del popolo. Scrìsse migliaia di lettere per chiedere offerte, ringraziare, dare consigli di vita cristiana. Il suo epistolario ne raccoglie attualmente oltre 2800.



























































