nella diocesi di Córdoba; attività al 2025: Ist. sal. studi sup. e form. Professori; ADMA; Scuola media; Scuola elementare; Residenza universitaria; Centro exallievi; Parrocchia; Cappellanie; Libreria; Casa di cura; SSCC; ADS
nella diocesi di Coronel Oviedo; attività al 2025: MJS (Movimiento Juvenil Salesiano); Aspirantato; Centro exallievi; Istituto agricolo; Baccellierato agrario per interni
Il fatto straordinario fu attestato da tutti i chierici della camerata che balzarono in piedi svegliati dal rumore, e alcuni di loro udirono la voce del Comollo. Il fatto fu confermato da Don Fiorito di Rivoli, assistente di camerata, e dai superiori del Seminario. Se ne parlò anche fuori le mura del Seminario, ma poi tutto fu messo a tacere per prudenza.
La solenne beatificazione di Don Bosco nella maestà della Basilica Vaticana. La parola di Don Bosco al popolo e al Papa. La folla a Piazza San Pietro. Il Pontificale del mattino. Il S. Padre scende a venerare il novello Beato. La fantastica illuminazione della Basilica La missione educatrice della Chiesa e la glorificazione di Don Bosco (p. 2)
L'apostolo dei tempi nuovi nella gloria degli altari. L'ora di Don Bosco (Egilberto Martire) Don Bosco e gli uomini del Risorgimento Ratazzi, Cavour e Crispi (Mons. Carlo Salotti) Da mihi animas (Leone Gessi) Peer la cerominia in San Pietro Don Bosco nelle impressioni di tre convertiti (Bianca Paulucci) L'abate Bosco per le vie di Roma (Luigi Huetter).
La chiusura dell'Anno Santo. San Giovanni Bosco elevato ieri alla gloria degli altari, presente al rito il Principe Umberto in rappresentanza del Re L'opera salesiana Il grande Italiano Il corteo nella piazza Il Principe acclamato L'omelia del Papa La benedizione alla folla. (Salvatore Aponte)
Radunati per la prima volta i ragazzi nella chiesa di San Martino ai Molini, Don Bosco per incoraggiarli aveva fatto la predica dei cavoli: I cavoli, o amati giovani, se non sono trapiantati, non fanno bella e grossa testa. Così è del nostro Oratorio trasferito da un luogo all'altro. Ma era scritto che il trapianto non fosse terminato. Dopo due mesi di relativa tranquillità, la vivacità dei ragazzi e il loro chiasso infastidirono i mugnai, i carrettieri e gli impiegati municipali. Mossero lamentele al municipio, dipingendo Don Bosco come una specie di capobanda di monelli sfaccendati e pericolosi. Il segretario dei Molini giunse a scrìvere una lettera calunniosa al municipio. Le calunnie risultarono del tutto infondate, tuttavia a Don Bosco fu tolto il permesso di tenere l'Oratorio in quel luogo. Fu costretto a proibire i giochi, mentre continuava a radunare i ragazzi nella chiesa di San Martino. Il 15 novembre 1845 ci fu lo sfratto (cf MB 2, 306; 310.336) e il 22 dicembre fu l'ultima volta che i giovani pregarono in quella chiesa (cf MB 2, 341).
Su questo cortiletto si affacciava la sala del biliardo, che era affidata in modo particolare alla sorveglianza di Giovanni. Era addetto al conteggio dei punti, e il suo servizio era gradito sia per la sua abilità, sia per l'imparzialità di cui dava prova. La sua presenza era inoltre preziosa per il buon ordine e per il contegno corretto che sapeva mantenere. Sotto l'androne vi era il pozzo, oggi murato, dal quale Giovanni attingeva l'acqua per i vari usi del caffè e per i proprietari, suoi cugini, che abitavano al piano superiore. Qui egli si recava sovente a tenere compagnia alla signora Pianta, vecchia e malata (cf MB 1, 286). Al caffè Giovanni contrasse amicizia con l'ebreo Giona, già conosciuto presso il libraio Elia, un giovane di bellissimo aspetto e dotato di una voce tra le più belle. Con lui a volte si soffermava in questa sala a suonare il piano e a cantare, oltre che a fargli un po' di catechismo.
Pur di non perderne l'opera preziosa, la Marchesa di Barolo aveva autorizzato Don Bosco a radunare i suoi giovani nei locali dell'Ospedale Santa Filomena, non ancora ultimati. Cosi, la domenica, tutta la zona si riempiva fino all'inverosimile di ragazzi e giovani provenienti da tutta la città. I giochi chiassosi non erano sempre ben accolti, ma la sorveglinza vigile di Don Borei e di Don Bosco riusciva a tenere la situazione sotto controllo (cf MB 1, 255). L'oratorio era nato per educare cristianamente i giovani e per istruirli nelle verità della fede. Per le lezioni di catechismo, Don Bosco, in un primo tempo, li radunò nella propria camera. Ma il numero degli allievi aumentava ogni domenica. Si cominciò così a occupare anche tutto il corridoio (e qui insegnava Don Borei). Chi arrivava tardi doveva contentarsi di stare sulle scale... (cf MB 2, 246s). Ogni domenica, per la Messa si peregrinava in una chiesa diversa (cf MB 2, 248).
Nella foto si scorge, a sinistra, l'uscio dello scantinato dove Giovanni dormiva, e a destra in fondo i quattro scalini di accesso alla sala da pranzo dove mangiavano i pensionati del sarto Tommaso Cumino. Il soggiorno di Giovanni presso di lui è segnato da una storia di pretese magie: un pollo in gelatina era diventato un gallo vivo e svolazzante; una quantità di crusca asciutta era uscita da una pentola di maccheroni fumanti; le paste dolci si convertivano in fette di pane; il denaro della borsa si tramutava in pezzetti di latta arrugginita; dal sacchetto che conteneva noci e nocciole usciva soltanto ghiaia; occhiali e altri oggetti sparivano. Queste sorprese convinsero il Cumino che Giovanni si serviva di potenze occulte. Ne parlò a un sacerdote, Don Bertinetti, il quale lo fece esaminare dal canonico Burzio. Mentre questi lo esaminava, Giovanni trovò modo di fargli sparire l'orologio e 0 portafogli, dimostrandogli poi che era stato semplice frutto di destrezza. E tutto finì con solenni risate (cf MB 1, 343-346).
nella diocesi di Corumbá; attività al 2025: Centro giovanile; Istruzione di base; Istruzione media; Corso Superiore; Centro professionale; Parrocchia; Santuario; Cappellanie
Questo è l'edificio costruito da Don Bosco nel 1856 sul luogo dove sorgeva la casa Pinardi. II26 aprile 1852 c'era stato a Torino, terribile, lo scoppio della polveriera. La casa Pinardi, già malandata, ne uscì scossa e con tetti fracassati. La demolizione era sempre urgente. Finalmente Don Bosco ci mise mano nel 1856.
nella diocesi di Gerusalemme; attività al 2025: Attività ecologiche e ricreative per bambini e famiglie; Cappellania; Casa di accoglienza visitatori; PDO – Planning Development Office (Ufficio di Pianificazione e Sviluppo); Sede ispettoriale; Casa per ritiri; Cantina
Nella parte inferiore del Santuario si trova un'ampia cappella chiamata comunemente delle reliquie. A destra di chi scende è la cappellina dedicata alla Vergine, chiamata cappella dell'apparizione.
[Soggetto - Iconografia]: Cristo Pantocratore in Trono (Dettaglio del mosaico absidale) ; [Descrizione Visiva]: Riproduzione a colori su sfondo dorato del celebre mosaico bizantineggiante della Basilica papale di San Paolo fuori le mura. Cristo è assiso in trono con il libro aperto contenente iscrizioni latine. ; [Didascalia - Testo sul Recto]: "ROMA, S. PAOLO FUORI LE MURA - MOSAICO ABSIDALE"
[Soggetto - Iconografia Raffigurata]: Cristo Re dell'Universo ; [Descrizione Visiva e Dettagli Artistici]: Gesù raffigurato come Sovrano celeste, seduto sulle nubi. Indossa una corona regale, una tunica rossa e un manto azzurro. Nella mano destra stringe uno scettro dorato, mentre con la sinistra sorregge il globo terracqueo sormontato dalla croce. Una corona di cherubini alati fa da cornice alla sua aureola radiosa.
[Iconografia - Descrizione Visiva]: Illustrazione a colori di Cristo Risorto che ascende in un alone di luce a forma di croce sopra il sepolcro aperto, mentre due guardie romane si riparano gli occhi per lo stupore.
[Iconografia - Descrizione Visiva]: Riproduzione artistica a colori di Cristo Risorto che esce dal sepolcro recando il vessillo della vittoria, con soldati romani tramortiti o dormienti ai piedi.
[Soggetto - Iconografia Raffigurata]: Cristo Risorto in Ascensione ; [Descrizione Visiva e Dettagli Artistici]: Iconografia simile alle precedenti: Cristo ascende dal sepolcro aperto verso il cielo, con il vessillo crociato. Sullo sfondo a sinistra, in lontananza su una collina, si stagliano le tre croci del Calvario.
[Descrizione Visiva dell'Immagine]: Dipinto su fondo oro a forma di cuspide ogivale. Cristo in croce tra la Madonna e San Giovanni, sormontato dal nido del pellicano mistico sull'albero.
[Descrizione Iconografica dell'Immaginetta]: Riproduzione fotografica del Crocifisso ligneo settecentesco (XVIII sec.) conservato nella chiesa di Liano. ; [Elementi Testuali e Note Editoriali]: Testo laterale verticale: "Chiesa Parrocchiale di San Mamante di Liano - Crocifisso XVIII sec."
[Descrizione dell'Immaginetta]: Riproduzione sagomata e fustellata sui bordi dell'icona bizantina-francescana della chiesetta di San Damiano in Assisi, davanti alla quale pregò San Francesco. Fondo finto-pergamena. ; [Note Storico-Critiche e Identificazione]: Tipico santino di area francescana (Assisi), caratterizzato dal bordo perimetrale ondulato a imitazione delle antiche pergamene, ampiamente diffuso dagli anni '70-'80 in poi.
[Descrizione dell'Immagine]: Riproduzione fedele di un crocifisso dipinto su tavola di epoca medievale (stile giottesco-cimabuesco), completo di tabelloni laterali con la Vergine e San Giovanni dolenti. ; [Soggetto - Iscrizione sul Fronte]: Nessuna dicitura sul fronte
[Descrizione dell'Immagine]: Riproduzione fotografica del Crocifisso ligneo parrocchiale su sfondo azzurro uniforme, racchiusa entro un doppio bordo blu. ; [Soggetto - Iscrizione sul Fronte]: SS. CROCIFISSO che si venera nella Chiesa Madre dell'Annunziata in Sparanise (Ce)
[Soggetto - Iconografia]: Crocifisso Ligneo della Chiesa Parrocchiale di Maserno ; [Descrizione Visiva]: Riproduzione fotografica a colori dell'altare o della nicchia contenente la scultura lignea del Cristo Crocifisso datata 1721, custodita nella chiesa parrocchiale di Maserno sull'Appennino modenese. ; [Didascalia - Testo sul Recto]: "CHIESA PARROCCHIALE - MASERNO (MO) Cristo in croce - statua in legno - 1721"
[Descrizione dell'Immagine]: Riproduzione fotografica dell'antico e veneratissimo Crocifisso ligneo di Castelvecchio (XIV secolo), caratterizzato da una forte espressività legata all'iconografia del Christus patiens. ; [Soggetto - Iscrizione sul Fronte]: Ss. CROCIFISSO di CASTELVECCHIO - SAN MINIATO
[Descrizione Iconografica dell'Immaginetta]: Riproduzione fotografica del crocifisso policromo custodito su una croce marmorea scura nella cappella dell'associazione. ; [Elementi Testuali e Note Editoriali]: Intestazione dell'Associazione, in calce: "CROCIFISSO VENERATO NELLA II CAPPELLA DELLA CONFRATERNITA".