[Descrizione Iconografica - Artistica]: Composizione grafica a sfondo azzurro che unisce la statua della Madonna di Lourdes in alto e una veduta del Santuario veronese arroccato sulla collina in basso. ; [Note Editoriali - Iscrizioni sul Recto]: "Santuario di N. S. di Lourdes - Verona"
I santuari della Madonna furono sovente meta dei viaggi di Don Bosco. Nel 1863 si recò a Oropa. Scrisse di là una commovente lettera ai suoi ragazzi: Se voi, miei cari, vi trovaste su questo monte, vi trovereste commossi. Chi ringrazia la Santa Vergine, chi domanda di essere liberato da un male spirituale o materiale... Ma in mezzo a tanta gente, provo un grande rincrescimento: non vedo i miei cari giovani....
[Soggetto - Iconografia]: Santuario Madonna della Rosa ; [Descrizione Visiva dell'Immagine]: Fotografia della facciata del Santuario della Madonna della Rosa, con un inserto illustrato in alto a sinistra della Vergine con il Bambino. ; [Note - Ricorrenze]: Iconografia mista (architettura + inserto sacro). ; [Località]: Ostra (AN)
nella diocesi di São Gabriel da Cachoeira; attività al 2025: Oratorio e Centro giovanile; Aspirantato; Appoggio alle missioni; Centro cooperatori; Area Missionaria “Sagrada Família”
nella diocesi di São Miguel Paulista; attività al 2025: Servizi per i giovani; Oratorio; Centro giovanile; Centro di formazione professionale; Parrocchia; Opera sociale
nella diocesi di Mindelo; attività al 2025: Oratorio; Scuola 1°, 2° e 3° ciclo basico; Scuola secondaria; Scuola sociosportiva; Centro di formazione professionale; Comunità di accoglienza vocazionale; Centro exallievi; Parrocchia; Centro cooperatori; Associazione Maria Ausiliatrice; Catechesi nelle scuole pubbliche
nella diocesi di Sarh; attività al 2025: Oratorio; Centro giovanile; Scuola elementare; Giovani in difficoltà; Parrocchia; Servizio pastorale ai villaggi; Assistenza alle carceri; Vicariato Maibo
Date le precarie condizioni, i disagi e i pericoli che sovente incontrava, per interessamento del parroco di Castelnuovo e del Cafasso, nell'ultimo anno dei suoi studi ginnasiali Giovanni lasciò il caffè Pianta e andò a vivere a pensione nella casa del sarto Cumino. I suoi scherzi e i giochi di prestigio lasciarono sovente frastornato il povero sarto, che li attribuiva a interventi diabolici (MB 1, 343-345). Giovanni dormiva in questo seminterrato, ed è molto probabile che questo sia il posto in cui si rinnovò il sogno avuto ai Becchi all'età di nove anni (cf MB 1, 126s; 305).
[Descrizione dell'Immagine]: Scena della Natività inserita sotto un antico arco di pietra in rovina ricoperto di vegetazione. Maria tiene il Bambino in braccio mentre San Giuseppe le siede accanto. Davanti a loro, un pastore si inginocchia interamente prostrato coprendosi con un mantello rosso, un altro pastore è a mani giunte. In primo piano riposano tre pecorelle. ; [Soggetto Iconografico]: Adorazione sotto il portico in rovina ; [Testo - Iscrizione sul Fronte]: Oh Santissimo Bambino Gesù guardatemi con occhi di misericordia!
[Descrizione Visiva dell'Immagine]: Gruppo di monaci e figure in abiti d'epoca disposti attorno a una figura centrale. Bordo dorato-marrone interno a una cornice bianca.
Scena liturgica con un Pontefice-Vescovo all'altare e chierici con candele. Riproduzione di un'opera di Raffaello. ; "CREDO DOMINE!" (In basso a sinistra: Raffaello, a destra: Alinari, n. 28) ; [Note Tecniche e Stilistiche]: Stampa policroma di alta qualità da celebre stabilimento fotografico-editoriale fiorentino. ; Alinari (Printed in Italy)
[Descrizione dell'Immagine]: Scena notturna della Natività all'aperto sotto una tettoia di legno. La Vergine Maria in veste azzurra scopre il Bambino Gesù nella mangiatoia radiosa. San Giuseppe osserva dall'alto. Tre pastori circondano la scena, uno dei quali porta un agnello, in alto splende la stella cometa con una lunga scia di luce. ; [Soggetto Iconografico]: Adorazione dei Pastori ; [Testo - Iscrizione sul Fronte]: PASTORES INVENERUNT INFANTEM
Se per tutti i contadini dell'epoca la vita era dura, per i Bosco più di qualche volta la povertà rasentò la miseria e la fame bussò alla porta di casa. Margherita Occhiena era però una donna forte e ricca di fantasia: non solo riuscì sempre a venirne fuori, ma si rese anche disponibile a condividere con altri il niente che aveva. Giovanni Bosco crebbe così alla scuola del lavoro, della povertà e della generosità.
nella diocesi di Vicenza; attività al 2025: Doposcuola; Sala della comunità; Oratorio e Centro giovanile; Centro di formazione professionale (elettrico-elettronico, amministrativo commerciale, agro-ambientale); Chiesa pubblica
2 febbraio 1842. È la festa della Purificazione di Maria (allora festa di precetto). Ai suoi primi 25 ragazzi Don Bosco ha insegnato a cantare una semplice lode della Madonna, Lodate Maria. Durante la Messa la gente guarda meravigliata quei 25 barabbotti che cantano bene e con delicatezza. Da quel giorno la musica fu sempre di casa nelle opere di Don Bosco: portava un'allegrìa di paradiso.
Caprìglio fu uno dei primi piccoli centri abitati ad avere una scuola elementare. Il responsabile dell'insegnamento era il sacerdote-maestro Don Lacqua. Giovanni Bosco frequentò questa scuola nei due inverni 1824 e 1825. Il buon maestro Don Lacqua non solo gl'insegnò i primi elementi della scrittura, della lettura e dell'aritmetica, ma prese anche a cuore la sua educazione cristiana (cf MB 1, 98-99).
Questo fotogramma del film Don Bosco può servire ad illustrare le parole che egli scrisse sui primissimi tempi dell'Oratorio: Non potendo avere locali per la scuola, per qualche tempo dovetti farla in cucina o in camera mia; ma gli allievi, fior di monelli, o tutto guastavano o tutto mettevano sottosopra.
Seggiolone della veranda e foto dì Don Bosco morto La sua salma fu rivestita degli abiti sacerdotali e adagiata su questo seggiolone. I suoi giovani e migliaia di persone sfilarono per dargli l'ultimo saluto, pregando e piangendo.