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Relazione del ch. Ghirardini sulla vita nella Casa di Miejsce. Sottolinea l'aiuto che ricevono da parte della famiglia del conte Trzecieski. Informa che per il Natale hanno preparato un teatrino su ''S. Stanislao''.
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Chiede di nuovo di mandare tre o quattro salesiani ad occuparsi di un Istituto per fanciulli bisognosi a Leopoli [Testo in francese].
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Domanda al direttore del Bollettino Sal. di poter ricevere anche l'edizione italiana. Sta preparando una fondazione a Leopoli e chiede di poter avere 3 o 4 salesiani polacchi [All.: biglietto da visita].
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Statuto del Rifugio del principe Alessandro Lubomirski [Testo in lingua polacca. All.: copia in lingua italiana].
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Afferma che il Vescovo di Cracovia desidera vedere i salesiani al governo dell'Istituto fondato dal principe Lubomirski. Sarebbe lieta se potesse mandare almeno il direttore.
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Scrive circa la fondazione del principe Lubomirski a Cracovia a favore dei ragazzi poveri e propone ai salesiani di occuparsi di tale istituzione [Testo in francese].
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Scrive per la seconda volta a D. Bosco chiedendo di mandare i salesiani a Cracovia per occuparsi dell'Istituto fondato dal principe Alessandro Lobomirski oppure dell'Orfanotrofio di S. Giuseppe.
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Una delle prime richieste di avere i salesiani a Cracovia per educare religiosamente e moralmente i ragazzi [Testo in francese].
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Conto della gestione dell'eredità Decaroli dal maggio 1894 al 5 aprile 1895 (interessi percepiti e imposte pagate).
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Ricevuta del pagamento di lire 6 da parte dell'Avv. Rondolino per multa catastale per ritardata voltura Decaroli.
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Comunica all'Avv. Rondolino l'invio a mezzo del suo amico Zanotti Giovanni e a nome del suocero della somma di lire 90 quale interesse semestrale anticipato sul capitale di lire 3.000 allo stesso suo suocero mutuato.
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Notifica dell'Esattoria Consorziale di Cavaglià dell'iscrizione dei Sigg. Avv. Gariazzo Placido, Prof. Rubino Edoardo e Avv. Rondolino Ferdinando, eredi del defunto Decaroli Gaetano, nel registro delle imposte dirette per la cifra di lire 132,91 da pagarsi in sei rate uguali. [All. alcune delle ricevute delle rate pagate.]
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Discorso del Prevosto di Cavaglià in occasione dell'inaugurazione della cappella interna delle Scuole Decaroli ora gestite e di proprietà dei Salesiani.
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Certificato di denunziata successione con cui si registra l'eredità che il defunto Decaroli Gaetano lascia agli eredi Avv. Gariazzo Placido, Prof. Rubino Edoardo e all'Avv. Rondolino Ferdinando, consistente in una casa civile e rustica con giardino.
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Appunto ms. della convenzione fra gli eredi del defunto sacerdote Decaroli Gaetano, Canonico Rubino, Avvocato Rondolino e Sig. Gariazzo, che cedono tutta l'eredità al sacerdote sal. D. Belmonte Domenico che promette di provvedere ad una scuola elementare gratuita di almeno 2 classi. [Estratto dal Registro II, pag. 31.].
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Non essendo più amministratore delle scuole Decaroli ereditate dai salesiani, chiede l'autorizzazione per poter richiedere al Sindaco della città il rinnovo della concessione di una stanza per poter organizzare una terza classe delle elementari. [Nota ms. di Don Rua.].
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Lo ringrazia per aver accettato l'incarico di aprire una scuola elementare a Cavaglià subentrando così nell'eredità del defunto Don Decaroli Gaetano, come il Canonico Rubino Edoardo gli ha riferito. Dichiara però la sua meraviglia nel sapere che intende aprirle nel 1894.
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Insieme agli altri membri della Direzione delle Scuole fondate dal defunto don Decaroli Gaetano ringrazia Don Rua per aver accettato l'incarico delle medesime nella speranza di riaprirle per l'ottobre 1893. Comunica la visita che gli farà l'Avv. Ferdinando Rondolino per stabilire definitivamente la convenzione. [Firmano anche: Conte Deodato Olivieri Cameriere Segreto di S.S. Leone XIII.].
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Supplica del Teologo Vella che, nella speranza di poter riavviare le scuole ereditate dai salesiani a Cavaglià per l'anno 1893/1894, sollecita una risposta da parte di don Rua. [Nota ms. di risposta.]
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Supplica del Teologo Vella che chiede una visita di Don Rua alle scuole già fondate dal defunto don Decaroli, ed ora da riaprirsi al più presto, dopo che i salesiani le hanno avute in lascito dagli eredi del Decaroli. Comunica che il Can. Enrico Balbo ha già effettuato una visita alle scuole e che la Direzione delle scuole ha deliberato, tra le altre cose, che esse prenderanno il nome di Istituto Don Bosco.
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Supplica del Teologo Vella che chiede che riaprano al più presto le scuole che i salesiani hanno accettato di gestire su richiesta degli eredi di Don Gaetano Decaroli, fondatore delle stesse scuole, i quali rinunciano per questo alla loro eredità a favore di Don Belmonte Domenico. Chiede inoltre se può mandare un sacerdote salesiano a tenere le solenni Quarant'ore coi tre discorsi. [Nota ms. di D. Rua che suggerisce la risposta a D. Durando.]
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Attestazione giudiziale richiesta dall'Avv. Rondolino, uno degli eredi del defunto sacerdote Gaetano Decaroli, firmata dal Cancelliere del Pretore di Cavaglià, Avv. Bocca Giovanni Zaverio.
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Dichiarazione del Conte Raimondo Avogadro che riceve in prestito lire 800 dal sacerdote don Gaetano Decaroli fu Lorenzo e promette di restituirle entro il 31 dicembre 1881.
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Direttore della casa salesiana di Catania San Filippo Neri sollecita l'invio a Catanzaro di un confratello che possa degnamente sostituire lo scomparso Don Dalmazzo Francesco.
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Direttore della casa salesiana di Catania San Filippo Neri invia un vaglia bancario a saldo parziale del debito, da Catanzaro dove si trova per la seconda volta. Torna a chiedere un quaderno di biglietti con riduzione ferroviaria. Chiede se Don Rua è tornato dalla Palestina.
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Comunica d'aver ricevuto le sue lettere del 22 e del 26 marzo. Lo informa sulla causa che hanno in corso. Don Bielli Alberto termina la lettera con un lungo P.S. dicendo di comprendere la necessità della sua presenza a Catanzaro, data l'assenza di D. Savini F. e la malattia di D. Porta.
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Mons. De Riso Vescovo di Catanzaro gli ha concesso il permesso di confessare i confratelli ed anche i militari nella Settimana Santa. D. Bertello G. gli aveva già dato il suo consenso prima di partire.
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Lettera dell'Ispettore della Sicilia che, preoccupato per la critica situazione della casa salesiana di Catanzaro, lo informa su quanto il Vescovo ha sempre fatto per loro e per la malattia e la sepoltura di D. Dalmazzo F. Perciò non ritiene giusto lasciare il seminario, nonostante le molte ostilità. Per questo chiede che il nuovo direttore abbia la giusta autorità. Per qualche giorno deve tornare a Catania per le tante faccende che ha lasciato in sospeso.
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Esprime tutto il suo dolore per la tragica morte di D. Dalmazzo Francesco [colpito da un colpo di pistola di un giovane squilibrato], morto fra le sue braccia dopo averlo vegliato per 12 giorni. Mentre D. Bertello Giuseppe si adopera come può per sostituirlo, chiede al più presto un nuovo direttore.
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Convenzione tra Mons. Bernardo De Riso Vescovo di Catanzaro e D. Michele Rua per l'amministrazione e la direzione del Seminario Diocesano di Catanzaro, per dare maggiore sviluppo al Seminario Diocesano e meglio assicurare l'istruzione e l'educazione dei giovani in esso raccolti.
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Convenzione tra Mons. Bernardo De Riso Vescovo di Catanzaro e D. Michele Rua per l'amministrazione e la direzione del Seminario Diocesano di Catanzaro, per dare maggiore sviluppo al Seminario Diocesano e meglio assicurare l'istruzione e l'educazione dei giovani in esso raccolti.
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Vescovo di Catanzaro si compiace di sapere che sta meglio dopo le tante notizie sul suo peggioramento. Invia 25 lire, in parte di suo fratello e di sua sorella. Continua a sperare che un giorno avrà a Catanzaro una casa salesiana, desiderio anche del Papa e della Baronessa Enrichetta Scoppa. [Nota ms. di Don Rua e di altra mano.].
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Vescovo di Catanzaro invia lire 20 a nome di una persona assai tribolata che chiede grazie a Maria Ausiliatrice, di cui chiede qualche immaginetta anche per se e per sua sorella Luisa cooperatrice salesiana, con problemi di salute così come il fratello senatore anche lui cooperatore salesiano. Ha ricevuto notizie sulla sua cattiva salute dalla Baronessa di Badolato Enrichetta Scoppa e gli augura di continuare a compiere grandi opere. Di lui conserva gelosamente una lettera in cui gli chiedeva di aprire una casa salesiana nella sua Diocesi.
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Certificato di garanzia dei terreni venduti alla Sig.ra Mary Florence Walter nella città di Castroville dai Sigg. De Montel E. e Paschal Thomas, per uso e beneficio delle Suore Sorelle della Divina Provvidenza la cui casa madre è situata nella città di Castroville, rilasciato dal Tribunale della Contea di Medina. [Testo in ingles
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Comunica il vivo desiderio del Municipio di Castelnuovo [d'Asti] di avere un collegio salesiano nel paese.
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Lettera del Canonico De Felice che chiede notizie sull'arrivo dei salesiani che si occuperanno della nuova gestione del Collegio ed Orfanotrofio di Castellammare, notizie che già aveva chiesto quindici giorni prima a don Cagliero. Ossequi a Don Rua e a tutti i superiori. [Cartolina postale]
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Lettera del Vescovo di Castellammare che si raccomanda di rassicurare Don Rua sul fatto che i salesiani sono attesi con impazienza, per chiarire le voci sui dubbi che qualcuno aveva diffuso. [Destinatario presunto]
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Lett. di un abitante di Castellammare (che si firma F.L.) impensierito dall'arrivo dei salesiani che potrebbe non giovare al bene del paese.
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Lettera del Vescovo di Castellammare che scrive a nome della Superiora delle Suore Compassioniste Serve di Maria, che è la cugina di don Raffaele Starace, convenendo con lei che non può più mandare due suore ad occuparsi della cucina per l'orfanotrofio, ma continueranno a prestarsi per ogni servizio che possa occorrere specialmente quello della biancheria.
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Lettera del Canonico De Felice che vuole assicurarsi che l'Orfanotrofio e il Collegio siano aperti alla stessa data e che gli orfani siano alloggiati nella stessa struttura del collegio, onde evitare di perdere il sussidio annuo che ricevono dal municipio. [Autore presunto - Note ms. di Don Rua.]
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Lettera del Direttore dell'Orfanotrofio Maschile Stabiano che si scusa per le richieste della madre che vorrebbe avere due stanzette nel nuovo orfanotrofio di Castellammare che sarà gestito dai salesiani. Chiede che un salesiano possa passare un mese col Can. De Felice.
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Lettera del Canonico De Felice che informa che l'Ing. Vitelli ha bisogno di più informazioni per poter calcolare i costiper rendere abitabile la costruzione destinata all'orfanotrofio di Castellammare che sarà gestito dai salesiani. Si adopererà poi a trovare il denaro necessario per tale spese. Invia saluti anche a nome di D. Raffaele Starace.
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Lettera del Canonico De Felice che sollecita la chiusura del contratto di cessione del nuovo stabile per l'orfanotrofio di Castellammare ai salesiani. Insieme a D. Starace Raffaele porge ossequi.
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Lettera del Canonico De Felice che porge auguri pasquali insieme a D. Raffaele Starace a tutti i superiori salesiani. Spera di mandare al più presto la documentazione relativa all'orfanotrofio che l'Ing. Vitelli non ha potuto ancora dargli.
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Lettera del Canonico De Felice che si compiace per la visita ricevuta da don Sala, il quale vide la costruzione che dovrebbe accogliere l'orfanotrofio della città sotto la guida dei salesiani. Esaminato il progetto con l'Ing. Vitelli, è stato deciso di fare alcune modifiche. Attende la formula del contratto di cessione da far stipulare dal notaio.
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Direttore dell'Orfanotrofio Maschile Stabiano esprime tutta la sua gioia in seguito alla visita di Don Rua che ha visitato l'orfanotrofio e la nuova struttura che dovrebbe accoglierlo sotto la guida dei salesiani forse per l'anno nuovo. Gli chiede quindi di mandargli al più presto la scrittura di cessione. [La data potrebbe essere febbraio anziché gennaio.]
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Lettera del Direttore dell'Orfanotrofio Maschile Stabiano che chiede notizie sulla visita che attende da parte di Don Rua, per trattare la questione della direzione del suo orfanotrofio che dovrebbero prendere i salesiani. [Destinatario presunto.]
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Lettera del direttore dell'Orfanotrofio Maschile Stabiano che in occasione delle feste natalizie ricorda lietamente l'affare ormai intavolato tra la congregazione salesiana e il suo orfanotrofio, di cui anche il loro Vescovo Mons. Sarnelli si è compiaciuto. Auguri natalizi e sentimenti di eterna gratitudine.
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Lett. del direttore dell'Orfanotrofio Maschile Stabiano per esprimergli tutta la sua gioia e la sua riconoscenza per aver accettato la direzione dell'orfanotrofio, che avrà così un prospero futuro sotto la guida dei salesiani. É inoltre lieto anche di una sua prossima visita a Castellammare, come l'arciprete Santacroce Andrea gli ha fatto sapere.
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Supplica dell'Abate Santacroce al Rettor Maggiore SDB affinchè prenda sotto la sua direzione un orfanotrofio maschile da aprire presso un fabbricato fatto costruire da uno zelante sacerdote a Castellammare di Stabia. [In una nota ms. D. Rua dice: Ora impossibile. Se dilaziona alcuni anni tratteremo. Il sacerdote zelante è D. Starace Raffaele.]
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Lettera del Parroco di Sant'Andrea Apostato in Cassino che, su consiglio del Dir. della casa di San Benigno Canavese D. Luigi Nai, si rivolge a Don Rua per avere due sacerdoti salesiani a Cassino.
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Rendiconto per gli anni 1894 e 1895 dell'Associazione e Comitato permanente per la beneficenza e per l'Ospedale in Canelli [All.: scheda di socio].
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Rendiconto per il 1893 dell'Associazione e Comitato permanente per la beneficenza e per l'Ospedale in Canelli [Accenni alla donazione di D. Rua].
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Statuto dell'Associazione e Comitato permanente per la beneficenza e per l'Ospedale in Canelli [Accenni alla donazione di D. Rua].
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Due risposte (17 lug-8 ago) di Cremona alle osservazioni del segretario di d. Belmonte sulla sua contabilità: errori dovuti a fretta; si fa carico di quelli a danno di d. Rua. Granaglie sparite per colpa della serva Bigatti.
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Il geom. Cremona invia la contabilità del 1° sem. 1895, con alcune motivazioni di spese. Ha fatto mettere a posto le camere già della serva Bigatti (che ha portato via tutto). Altre trattative e richieste per vendere terreni.
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Il geom. Cremona raccomanda un figlio di madre vedova. Difficoltà a far sgombrare le camere a Canelli. Per i fondi residui: vendere a piccoli appezzamenti o migliorarne la resa con viti nuove e concime.
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Informa che si è dato da fare perché siano lasciate libere le camere di Faravelli che d.Rua si è riservate e quella occupata dalla serva Margherita Bigatti, ora a Castagnole, a casa del marito, con cui non è in buona armonia.
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Conto da pagarsi all'entrata nel Collegio Convitto di Fossano dal giovane Bigatti Giuseppe [parente della serva di Faravelli], raccomandato da D. Belmonte.
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Lunga relazione del geom. Cremona, in risposta ad osservazioni sulla sua contabilità, su persone in debito con d. Rua (o per prestiti da Faravelli o perché mezzadri o fittavoli) in ritardo o difficoltà coi pagamenti.